TRIESTE – La linea ferroviaria Udine-Tarvisio sarà interrotta dal 22 agosto al 20 settembre 2026 per lavori infrastrutturali. La Regione ha già avviato un confronto con Rfi e operatori per garantire circa metà del traffico merci attraverso il Brennero.
L’annuncio è arrivato a margine di un incontro all’Interporto di Pordenone tra l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), operatori ferroviari, Autorità portuali e imprese. La sospensione totale della tratta per circa un mese avrà un impatto diretto sul traffico merci, in una regione che concentra tre porti e quattro interporti strettamente legati ai corridoi verso Austria e Germania.
Per il cargo l’unica alternativa strutturata individuata è il valico del Brennero. Rfi ha indicato la disponibilità di 150 treni a settimana lungo quell’asse, pari a circa il 50% dell’intero traffico ferroviario merci regionale. Agli operatori è stato chiesto di definire in tempi rapidi le priorità, così da assegnare le tracce disponibili e pianificare la rimodulazione dei flussi.
La linea Udine-Tarvisio rappresenta uno sbocco naturale verso l’Austria e l’Europa centrale, utilizzato anche dai traffici in partenza e in arrivo dai porti del Nord Adriatico. Lo stop si inserisce in un contesto già segnato, nei mesi scorsi, dalla chiusura del corridoio dei Tauri in Austria per lavori programmati. Anche in quel caso, i flussi merci erano stati ridistribuiti su itinerari alternativi, con un aumento di pressione sul Brennero e su altre direttrici alpine.
Il rischio, ora, è una sovrapposizione di criticità in un sistema già sollecitato. Per questo la Regione ha annunciato la convocazione della Cabina di regia del trasporto e della logistica, con l’obiettivo di anticipare le scelte operative e limitare le ricadute economiche sulle imprese manifatturiere e sui terminal portuali.
Sul fronte passeggeri, è previsto un tavolo con Trenitalia per definire servizi sostitutivi, con l’ipotesi di autobus per l’intera durata dei lavori.
La programmazione degli interventi infrastrutturali lungo l’asse alpino resta un passaggio obbligato per l’ammodernamento della rete. Ma la sequenza ravvicinata tra chiusura dei Tauri e stop estivo sulla Udine-Tarvisio riporta al centro il tema della resilienza dei corridoi ferroviari del Nord Est e della capacità del sistema logistico regionale di assorbire deviazioni prolungate senza perdere competitività.




