TRIESTE – Hapag-Lloyd ha firmato nei giorni scorsi tre lettere di intenti con il governo indiano per ampliare la cooperazione marittima e sostenere lo sviluppo logistico del Paese.
L’intesa è stata siglata a Mumbai dall’amministratore delegato Rolf Habben Jansen e dal ministro indiano dei porti Sarbananda Sonowal. I contenuti riguardano tre ambiti: possibile cambio di bandiera per alcune navi, sviluppo di un sistema di riciclo navale sostenibile e collaborazione sul nuovo porto di Vadhavan.
Sul primo punto, la compagnia tedesca valuta il passaggio fino a quattro unità sotto bandiera indiana.
Più strutturata la parte sul fine vita delle navi. L’obiettivo è contribuire alla creazione in India di una filiera di ship recycling conforme agli standard europei, in particolare al regolamento UE sul riciclo delle navi. Il sistema potrebbe arrivare a gestire fino a 100 unità, con requisiti elevati su sicurezza e impatto ambientale. Il terzo asse riguarda il porto di Vadhavan, uno dei principali progetti infrastrutturali indiani in fase di sviluppo. Hapag-Lloyd intende mettere a disposizione competenze operative e di gestione terminalistica, lavorando con la Jawaharlal Nehru Port Authority per rafforzare la capacità logistica del Paese.
L’India è già un mercato chiave per il gruppo, che conta oltre 2.800 dipendenti nel Paese, 17 uffici e sei servizi marittimi dedicati. Hapag-Lloyd è presente anche nella gestione terminalistica e nei servizi inland, con circa 3,2 milioni di Teu movimentati ogni anno. L’obiettivo dichiarato è raggiungere i 3 milioni di Teu gestiti nell’area entro il 2030.
Per il Nord Adriatico, l’accordo si inserisce in un contesto più ampio. Hapag-Lloyd scala regolarmente i porti di Capodistria, Fiume e Venezia (in alleanza con Maersk), che rappresentano punti di accesso rilevanti verso l’Europa centro-orientale.
In questo quadro, l’intesa con l’India può essere letta anche in chiave prospettica. Se il progetto IMEC dovesse concretizzarsi, il rafforzamento dei rapporti tra un grande armatore globale e il sistema portuale indiano potrebbe avere ricadute dirette sulle rotte che collegano l’India al Mediterraneo e quindi anche ai porti dell’Alto Adriatico.




