TRIESTE – Il taglio delle accise sui carburanti viene prorogato fino al 1 maggio, ma l’impatto reale resta limitato mentre aumentano le tensioni su trasporti e servizi marittimi.
Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto che estende lo sconto di 20 centesimi al litro (24,4 centesimi considerando l’Iva), misura introdotta a metà marzo e inizialmente in scadenza il 7 aprile. Il costo complessivo dell’intervento è stimato in circa 500 milioni di euro, coperti in parte dall’aumento del gettito Iva e in parte da risorse legate al sistema Ets sulle emissioni.
Il provvedimento include anche la proroga del credito d’imposta del 20% sul gasolio per autotrasporto e pesca, esteso ora anche al comparto agricolo, oltre a misure di sostegno per le imprese esportatrici colpite dalla crisi legata al conflitto in Iran. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato la proroga come una misura temporanea, legata all’evoluzione dello scenario geopolitico. Sulla stessa linea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha parlato di intervento necessario in una fase di forte instabilità sui mercati energetici.
Le associazioni dei consumatori contestano però l’efficacia del provvedimento. Secondo Codacons lo sconto è stato di fatto annullato dai rincari alla pompa, mentre Unione Nazionale Consumatori parla di riduzione insufficiente, soprattutto per il gasolio. Critiche arrivano anche sul piano politico. Il senatore Antonio Misiani definisce il decreto un intervento tampone, mentre CGIL lo considera un intervento limitato rispetto all’impatto dei rincari energetici.
Sul fronte dei trasporti marittimi, però, la situazione resta critica. Assarmatori e Confitarma segnalano un impatto diretto dell’aumento dei carburanti sui servizi di linea, in particolare sui collegamenti con le isole.
Le due associazioni parlano di un rischio concreto per la continuità territoriale, con possibili riduzioni dell’offerta o tagli ai servizi in assenza di interventi specifici. Da qui la richiesta al governo di introdurre un credito d’imposta straordinario per le compagnie, legato all’aumento dei costi del carburante nei mesi primaverili rispetto ai livelli di febbraio.




