TRIESTE – Il porto di Ravenna accelera sulla sicurezza informatica e sulla resilienza dei sistemi portuali, rafforzando la cooperazione con gli scali italiani e croati.

È questo l’esito principale dell’incontro che si è svolto nei giorni scorsi ad Ancona nell’ambito del progetto europeo CRESPORT (Cyber and RESilience for the POrts of the Adriatic), finanziato dal programma Interreg Italia-Croazia.

Due i momenti chiave: un workshop dedicato alla cybersecurity nelle Autorità di Sistema Portuale e il quinto Steering committee meeting del progetto, organizzato dallo stesso scalo ravennate. Dal confronto emerge una linea condivisa: investire su infrastrutture digitali, modelli organizzativi avanzati e strategie comuni per affrontare i rischi cyber, ormai centrali per la sicurezza e la competitività dei porti.

Il workshop ha riunito istituzioni, esperti di cybersicurezza, operatori portuali e forze dell’ordine, con l’obiettivo di costruire un approccio integrato alla gestione delle minacce digitali nell’area adriatico-ionica. Tra i temi affrontati, il quadro normativo nazionale ed europeo, il contrasto alla criminalità informatica e l’adeguamento alla direttiva NIS 2, che impone standard più stringenti per la protezione delle infrastrutture critiche. Ampio spazio è stato dedicato anche alle opportunità offerte dal PNRR per il potenziamento delle infrastrutture digitali, considerate un asset strategico per garantire continuità operativa e affidabilità dei servizi portuali.

Nel corso del quinto Steering committee meeting, i partner del progetto hanno fatto il punto sullo stato di avanzamento delle attività, confermando il forte impegno nello sviluppo di soluzioni innovative per la sicurezza dei sistemi portuali. In particolare, sono state analizzate le azioni pilota in corso e le prossime fasi operative, con un focus sulla governance del progetto e sull’eventuale necessità di adeguamenti.

Il meeting ha inoltre rappresentato un momento di verifica delle attività di comunicazione e disseminazione, ritenute fondamentali per diffondere una cultura condivisa della cybersicurezza all’interno della comunità portuale.