TRIESTE – Arriva una condanna per diffamazione nel caso legato al Cantiere Navale Vittoria di Adria, dopo le accuse pubbliche rivolte dagli ex proprietari alla precedente gestione.Il tribunale di Rovigo ha emesso un decreto penale – come riportato anche dall’edizione veneta del Corriere della sera e da alcune testate locali – nei confronti di Paolo Duò e del figlio Filippo Duò, ritenuti responsabili di aver diffamato alcuni dirigenti dell’azienda. La sanzione è di 1.800 euro ciascuno. Il provvedimento è stato impugnato solo dal figlio, mentre per Paolo Duò la decisione diventa definitiva.
La vicenda nasce dalle dichiarazioni diffuse nella primavera del 2024, anche attraverso piattaforme online, in cui venivano attribuite ai manager responsabilità dirette nel dissesto finanziario del cantiere. Secondo il giudice, tali affermazioni non trovavano riscontro e hanno leso la reputazione dei dirigenti coinvolti.
Il contesto è quello della crisi che ha colpito il cantiere negli ultimi anni. La società, storicamente attiva nella costruzione di navi civili e militari, era arrivata a una procedura di ristrutturazione del debito avviata nel 2023, in seguito al deterioramento della situazione finanziaria.
Il passaggio decisivo è stato la vendita all’asta nel 2024, con l’ingresso di una nuova proprietà riconducibile all’imprenditore Roberto Cavezzi. L’operazione ha segnato un cambio di gestione e l’avvio di una fase di rilancio industriale.
Durante la crisi erano emerse forti tensioni tra la famiglia Duò e il management, con posizioni divergenti sulle cause del tracollo. Le accuse pubbliche si inserivano proprio in questo scontro, legato anche alle scelte industriali e finanziarie degli anni precedenti.
Parallelamente, sul cantiere si erano concentrati anche altri elementi di attenzione giudiziaria e mediatica, tra cui indagini su aspetti operativi e finanziari antecedenti alla vendita. Tuttavia, il procedimento per diffamazione riguarda esclusivamente le dichiarazioni rese dagli ex proprietari.
Nel frattempo, la nuova gestione ha avviato un piano industriale che punta alla continuità produttiva e al recupero dell’attività, anche attraverso investimenti sugli impianti e sul personale. Dopo una fase iniziale segnata dal ricorso agli ammortizzatori sociali, l’obiettivo è il progressivo ritorno a regime delle attività.
A sentirsi diffamato era stato anche Gabriele Busetto ex dirigente del Cantiere Navale Vittoria di Adria dal 2007 all’ottobre 2022. Nel commentare la versione di Duò, Busetto aveva premesso che «confonde l’aspetto economico (bilancio) da quello finanziario (cassa) dove quest’ultimo dopo il mio licenziamento ha travolto il cantiere e che ribadisco alla mia uscita era perfetto», riservandosi di chiarire tutto nelle sedi giudiziarie con adeguata documentazione.




