TRIESTE – Le ferrovie austriache ÖBB hanno annunciato la chiusura totale del Tunnel dei Tauri dall’8 febbraio al 9 luglio 2027 per la seconda fase dei lavori di risanamento e modernizzazione della linea, uno dei principali corridoi ferroviari nord-sud tra Europa centrale e Adriatico.

L’intervento, già noto, rientra in un programma più ampio di potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria lungo la Tauernachse, considerata strategica anche per i traffici merci diretti ai porti del Nord Adriatico. I lavori preparatori inizieranno già nell’autunno 2026, senza impatti sul traffico, mentre durante la chiusura il tunnel sarà completamente inutilizzabile.

Nel dettaglio, la seconda fase riguarderà il tratto meridionale del tunnel, lungo circa due chilometri in prossimità di Mallnitz, con interventi di risanamento della volta e rinnovo degli impianti tecnologici ferroviari. Parallelamente, ÖBB concentrerà altri lavori lungo la linea, tra cui il rinnovo di viadotti, gallerie, linee di contatto e binari, oltre alla modernizzazione di alcune stazioni e del sistema di trasporto auto su rotaia.

Dal punto di vista logistico, la chiusura si inserisce in un contesto già noto agli operatori. Interruzioni precedenti sulla stessa direttrice hanno avuto effetti diretti sui flussi ferroviari verso i porti dell’Alto Adriatico, in particolare su Trieste, che utilizza il collegamento via Tarvisio e Austria per intercettare traffici da e verso Germania e Europa centrale.

In passato, la riduzione della capacità lungo la linea dei Tauri ha comportato deviazioni di traffico su altri corridoi alpini, con allungamento dei tempi e maggiore pressione su infrastrutture alternative come il Brennero. Per il porto di Trieste, fortemente orientato al trasporto ferroviario e ai collegamenti intermodali con il Centro Europa, queste dinamiche possono tradursi in criticità operative, soprattutto nei segmenti più sensibili ai tempi di transito.

ÖBB ha spiegato che la pianificazione della chiusura è stata coordinata con altri interventi infrastrutturali, in particolare con i lavori della Deutsche Bahn tra Rosenheim e Freilassing, per concentrare gli impatti in un’unica finestra temporale e migliorare la gestione complessiva del traffico merci.

«Purtroppo per questi tre anni, suddivisi tra 2026, 2027 e 2028 ci sanno queste chiusure, tanto che RFI ne aveva dato notizia per tempo. Quindi, non resta che adattarsi o cercare di trovare qualche misura per alleviare gli inevitabili disagi. L’impatto delle chiusure sarà molto importante – ricorda Maurizio Cociancich, ad di Adriafer e vicepresidente di Fercargo – per il sistema portuale e per il sistema logistico regionale. Bisogna trovare delle soluzioni per traghettare questi mesi di chiusura, in particolare per le imprese ferroviarie che dovranno pagare il prezzo salatissimo di decisioni non loro».