TRIESTE – I tre porti del Nord Adriatico orientale – Trieste, Capodistria e Fiume – disporranno di una capacità complessiva superiore a 5,5 milioni di TEU annui a completamento dei progetti di sviluppo nei terminal container. La mappatura emerge dalla newsletter di AIOM (Agenzia Imprenditoriale Operatori Marittimi), che ha analizzato gli interventi programmati nei tre scali.
A Trieste, il Terminal contenitori del Molo VII è in fase di prolungamento della banchina Sud di 100 metri, dagli attuali 750 a 850 metri, con una profondità di 140 metri nella Fase 1. L’investimento è a carico del terminalista privato e consentirà l’accosto contemporaneo di due grandi navi di ultima generazione. La capacità attuale del terminal è di 1 milione di TEU annui, stimata a 1,5 milioni a regime. Le procedure di appalto sono state perfezionate e l’avvio dei lavori è atteso a breve.
Il futuro Molo VIII, che sarà radicato sulla Piattaforma Logistica dello Scalo Legnami, prevede la realizzazione di un finger di 422 metri e 53 metri di larghezza, una stacking area dedicata e un parco ferroviario con sei binari iniziali da 300 metri, predisposti per allungamento fino a 750 metri. Il progetto, su iniziativa del gruppo HHLA di Amburgo tramite HHLA PLT Italy S.r.l. con Logistica Giuliana S.r.l. e ICOP Spa, ha una capacità iniziale stimata di 500.000 Teu annui. L’intervento è subordinato alla realizzazione della nuova Stazione ferroviaria di Servola e al collegamento alla Grande Viabilità Triestina (GVT). Il finanziamento pubblico di 180 milioni di euro concesso all’Autorità di Sistema Portuale è attualmente in fase di sospensione per problematiche burocratiche sulla spendibilità dei fondi.
A Capodistria, il Terminal del Molo I è in fase di ampliamento con la costruzione di una nuova banchina a Nord di 326 metri e una stacking area di 7 ettari. La capacità attuale dichiarata è intorno a 1,5 milioni di TEU, stimata a 2 milioni a regime. I lavori di posa dei pali e delle piastre sono già in corso e l’ultimazione è prevista alla fine del 2027.
Nel porto di Fiume, il terminal Rijeka Gateway di Riva Zagabria, gestito dalla joint venture Maersk/Enna Logistik, è destinato a estensione dagli attuali 400 metri lineari di banchina a complessivi 680 metri. La capacità attuale dichiarata è di 600.000 TEU, stimata a 1 milione a regime. Il primo terminal contenitori dello scalo croato, Brajdica, gestito dal gruppo filippino ICTSI in joint con Luka Rijeka d.d., dispone di una banchina progressivamente prolungata a 680 metri con capacità stimata intorno a 650.000 TEU annui.
Secondo l’analisi AIOM, a completamento dei progetti i tre porti disporranno di una capacità complessiva superiore a 5,5 milioni di Teu, sostanzialmente in linea con le previsioni evolutive dei volumi del trade oltremare dell’hinterland comune. I tre scali hanno movimentato complessivamente 2.530.547 TEU nel 2025, con proiezione a 4-4,5 milioni di TEU al 2035, per una saturazione della capacità intorno al 70%.
La newsletter nr. 03_2026 di AIOM tratta anche: Global Gateway (strategia UE da 400 miliardi entro 2027, criticità governance e trasparenza, orientamenti futuri), Bussola macroeconomica (oleodotti come alternativa a Hormuz, corridoi turchi Development Road e Middle Corridor, progetto TRIPP), Intelligenza artificiale e Green Deal (consumo energetico AI stimato al 10-20% entro 2050), Flash geopolitica (controllo Hormuz, blocco navale USA), Innovation Summit Gruber Logistics (27-28 maggio Bolzano, focus AI e intermodalità), FS Logistix nel capitale CFI (30%, rafforzamento intermodale), Kazakistan settore trasporti (26,5 miliardi USD fatturato 2025, Middle Corridor).




