TRIESTE – DFDS apre il 2026 con risultati operativi in miglioramento, nonostante un calo dei ricavi, sostenuta dalla crescita del traffico merci e da un recupero della redditività.
Nel primo trimestre, il gruppo danese ha registrato ricavi per circa 985 milioni di euro (7,35 miliardi di corone danesi), in diminuzione del 2% su base annua. Il risultato operativo (EBIT) è tornato positivo a circa 4,4 milioni di euro (33 milioni di corone), rispetto alla perdita di 117 milioni di corone dello stesso periodo 2025 . L’EBITDA è cresciuto a circa 107 milioni di euro (799 milioni di corone).

Il miglioramento è stato trainato soprattutto dalla divisione traghetti, dove il traffico merci ha registrato un aumento del 2,8%. In particolare, il Mediterraneo ha contribuito in modo significativo alla crescita, grazie a un mix di aumento dei volumi e revisione dei prezzi. In parallelo, il segmento passeggeri ha mostrato un calo del 5,5%, confermando il progressivo spostamento del business verso il cargo.
Il recupero è legato soprattutto ai programmi di ristrutturazione e ai progetti di efficientamento avviati nel 2025, anche a fronte della concorrenza sulla tratta dal porto di Trieste verso la Turchia.

La divisione logistica resta invece più debole: i ricavi sono scesi a circa 514 milioni di euro (3,84 miliardi di corone), in calo del 5%. Tuttavia, la redditività è migliorata, con un EBITDA salito a circa 30 milioni di euro (227 milioni di corone) e una perdita operativa ridotta a circa 1 milione di euro (-7 milioni di corone).
Resta però elevata l’incertezza legata al contesto geopolitico. Le tensioni nell’area Iran-Golfo – spiega in un report DFDS – hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio a partire da marzo, con un impatto negativo nel breve periodo sui conti, che il gruppo si aspetta di recuperare nel secondo trimestre. Al momento non si registrano effetti rilevanti sui volumi di traffico.

Le previsioni per il 2026 restano invariate: DFDS si attende ricavi in linea con il 2025 e un EBIT compreso tra circa 134 e 188 milioni di euro (1,0-1,4 miliardi di corone). La crescita sarà sostenuta da politiche di pricing, riduzione dei costi e recupero delle attività nel Mediterraneo.
Tra gli sviluppi recenti, il gruppo ha avviato il processo di successione al vertice, con un nuovo Ceo in arrivo da luglio 2026.