TRIESTE – Luka Koper, società di gestione del porto di Capodistria ha smentito le voci di nuovi insediamenti “energetici”, chiarendo che il piano di sviluppo riguarda l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti per i prodotti già movimentati nello scalo sloveno.
Inesistenti i piani per un nuovo terminal gas o per impianti di stoccaggio di GPL nella baia di Capodistria. È la posizione espressa da Luka Koper dopo una conferenza stampa del Comune di Ancarano, che aveva presentato documenti indicati come prova di un progetto per la realizzazione di un terminal destinato al trasbordo di prodotti petroliferi, sostanze chimiche e GNL.
La società che gestisce il porto sloveno ha definito tali affermazioni “false e fuorvianti”, precisando che il materiale mostrato dal sindaco di Ancarano non rappresenta un progetto per un nuovo terminale petrolifero né per un’infrastruttura dedicata al gas. Secondo Luka Koper, il documento citato riguarda una bozza tecnica elaborata anni fa nell’ambito di studi preliminari relativi all’organizzazione degli ormeggi per merci liquide previsti dal Piano Territoriale Nazionale sloveno. La stessa società sottolinea che quel materiale non è mai stato approvato internamente e non costituisce un progetto operativo.
La presa di posizione arriva in un contesto particolarmente delicato, poiché in passato il tema di un terminale del gas nella baia di Capodistria aveva suscitato una forte opposizione da parte delle comunità locali, delle istituzioni e degli enti territoriali. La stessa Luka Koper ricorda di aver più volte espresso la propria contrarietà all’ipotesi di localizzare un terminale del gas nell’area e di aver ribadito nel 2021 che eventuali impianti di stoccaggio di GPL non sono compatibili con il proprio piano di sviluppo.
Nel chiarimento diffuso dalla società viene evidenziato che il Piano Territoriale Nazionale prevede esclusivamente una nuova banchina dedicata al trasbordo di combustibili che già transitano attraverso lo scalo, principalmente prodotti petroliferi. L’obiettivo sarebbe quello di migliorare ulteriormente gli standard di sicurezza, protezione ambientale e affidabilità delle operazioni.
Il porto ricorda inoltre che il traffico di prodotti petroliferi è presente a Capodistria fin dagli anni ’70 del secolo scorso e rappresenta una componente consolidata dell’attività portuale. Per questo motivo, gli interventi previsti non sarebbero finalizzati ad ampliare le tipologie di traffico movimentate, bensì ad aggiornare e modernizzare infrastrutture considerate strategiche per l’approvvigionamento energetico della Slovenia.
Nella nota viene anche richiamato il ruolo dello scalo come infrastruttura critica nazionale, con il compito di garantire la continuità delle forniture energetiche al Paese. Da qui la necessità di mantenere adeguate capacità portuali per la movimentazione dei prodotti energetici. Luka Koper respinge infine le accuse di scarsa trasparenza, sottolineando che tutti i progetti di sviluppo vengono sottoposti a procedure autorizzative, valutazioni tecniche e, quando previsto, a verifiche di impatto ambientale e processi di consultazione pubblica. Le gare per la selezione degli appaltatori vengono pubblicate sui portali ufficiali e l’intero percorso di sviluppo segue procedure definite dalla normativa slovena.
La società ha concluso la nota ribadendo che il proprio piano di crescita resta orientato a uno sviluppo sostenibile del porto e che non esistono progetti per la realizzazione di un terminal per gas o di impianti di stoccaggio di GPL nella baia di Capodistria.




