TRIESTE – L’impiego del nucleare nel trasporto marittimo commerciale potrebbe rappresentare una delle prime applicazioni concrete degli Small Modular Reactor (SMR) in Italia. A indicare questa prospettiva è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, mentre l’amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha confermato l’interesse del gruppo cantieristico per questa tecnologia.

Intervenendo al Festival Green&Blue di Milano, Pichetto Fratin ha affermato che «la prima fase dei nuovi reattori nucleari riguarderà certamente le navi mercantili». Tra queste, ha citato esplicitamente anche le future unità costruite da Fincantieri, spiegando che «il loro obiettivo è avere mercantili a propulsione nucleare, con reattori da 10-15-20 megawatt». Secondo il Ministro, il nuovo quadro normativo nazionale consentirà anche l’accesso ai porti italiani di navi dotate di reattori nucleari a bordo. «L’entrata in porto di navi con reattori nucleari sarà regolamentata, ma la nuova legge lo consentirà. D’altronde, i sommergibili nucleari ci sono già», ha dichiarato.

Le parole di Pichetto arrivano pochi giorni dopo le dichiarazioni rilasciate da Pierroberto Folgiero al Corriere della Sera, nelle quali il numero uno di Fincantieri ha descritto il nucleare come una delle possibili tecnologie in grado di trasformare il trasporto marittimo nei prossimi decenni. Folgiero ha sottolineato come una nave alimentata da un reattore nucleare possa operare per «20-25 anni senza bisogno di carburante», evidenziando le potenzialità della tecnologia sia dal punto di vista ambientale sia sotto il profilo dell’autonomia operativa.

Il tema è tornato al centro dell’attenzione internazionale anche per effetto delle crescenti pressioni sulla decarbonizzazione dello shipping. Le normative ambientali sempre più stringenti e la ricerca di combustibili alternativi stanno spingendo armatori, cantieri e istituzioni a valutare soluzioni finora considerate futuristiche. Per Fincantieri, che negli ultimi anni ha avviato attività di ricerca sui reattori modulari e sulle loro applicazioni marittime, il nucleare potrebbe rappresentare una nuova frontiera industriale. La prospettiva riguarda soprattutto grandi navi mercantili impegnate su rotte intercontinentali, dove l’eliminazione dei rifornimenti di carburante potrebbe offrire vantaggi significativi in termini economici e operativi.

L’eventuale diffusione di navi mercantili a propulsione nucleare avrebbe inevitabili conseguenze anche per il sistema portuale. Oltre agli aspetti normativi, sarebbe necessario definire procedure di sicurezza, autorizzazioni specifiche e standard condivisi a livello internazionale per l’accoglienza delle unità nei porti commerciali. Al momento non esistono ancora programmi industriali operativi per flotte mercantili nucleari in Italia.