TRIESTE – L’Interporto di Trieste chiude il 2025 con i migliori risultati economici della sua storia, mentre i traffici confermano la crescita dell’intermodalità ferroviaria e dei container, a fronte di una lieve flessione dei passaggi dei mezzi pesanti.
L’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio d’esercizio che registra un utile ante imposte di 1,8 milioni di euro e un valore della produzione pari a 14 milioni di euro. Si tratta del quarto anno consecutivo di crescita a doppia cifra per la società, ottenuto nonostante le tensioni geopolitiche internazionali che continuano a influenzare gli scambi commerciali e le catene logistiche.
Sul fronte operativo, nel 2025 l’Interporto ha movimentato 395.303 tonnellate di merce, in lieve calo rispetto alle 408.852 tonnellate dell’anno precedente. In crescita invece il traffico containerizzato, con 22.085 Teu contro i 17.607 del 2024, e il numero dei treni intermodali e general cargo allestiti, saliti a 275 dai 247 del 2024.
In leggera diminuzione i passaggi di mezzi pesanti, scesi a 114.447 rispetto ai 115.794 registrati nel 2024, un dato che riflette il progressivo rafforzamento della componente ferroviaria nelle attività del nodo logistico triestino.
Anche nel 2025 si conferma il ruolo centrale dell’area logistica di FREEeste a Bagnoli della Rosandra, che ha gestito il 76% dei volumi complessivi della società. Un risultato che, secondo l’Interporto, conferma la validità delle strategie di sviluppo attuate negli ultimi anni. Nel corso dell’esercizio, sono stati investiti 3,6 milioni di euro per il completamento e l’adeguamento dei magazzini, il miglioramento della viabilità stradale e ferroviaria, il revamping degli impianti fotovoltaici e la digitalizzazione dei terminal.
Tra le operazioni più significative dell’anno figura inoltre la firma, a fine 2025, di un protocollo d’intesa tra Interporto di Trieste e Shindan Spa, joint venture tra Danieli e la giapponese Shinagawa. L’accordo prevede la realizzazione di un polo industriale dedicato alla produzione di polveri di colata di nuova generazione per impianti siderurgici a basse emissioni, un investimento che rafforza il posizionamento dell’Interporto come piattaforma logistico-industriale capace di attrarre attività ad alto contenuto tecnologico grazie anche ai vantaggi del Punto Franco.
Risultati positivi arrivano anche dalla controllata Interporto di Cervignano Spa, che ha chiuso il 2025 con un valore della produzione di 6,4 milioni di euro e un utile di 533 mila euro.
«I risultati ottenuti – ha commentato il presidente Paolo Privileggio – confermano l’efficacia delle scelte strategiche adottate dall’Interporto di Trieste e ne rafforzano la capacità di affrontare con fiducia le future sfide economiche e di cogliere le opportunità di crescita connesse all’evoluzione dei mercati anche in un contesto internazionale caratterizzato da persistenti tensioni geopolitiche».




