TRIESTE – Il turismo via mare continua a esprimere dinamiche di crescita nell’Adriatico. Secondo la nuova edizione dell’Adriatic Sea Tourism Report realizzato da Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza specializzata nella macro-industria turistica, le previsioni per il 2026 indicano incrementi su tutti i segmenti: crociere, traghetti e nautica.

Nel comparto crocieristico si attendono 5,7 milioni di passeggeri movimentati (+6% rispetto al 2025), con circa 4.000 toccate nave (+7,7%). I numeri, pur positivi, rimangono ancora al di sotto del record pre-pandemico del 2019. Traghetti, aliscafi e catamarani (ITA: imbarcazioni che combinano velocità e carico) dovrebbero movimentare 20,6 milioni di passeggeri, con una crescita modesta dello 2,1% sul 2025.

Nel segmento nautico il charter nautico nei comparti vela e motore registra nuovo slancio, trainato dalla domanda locale. Il numero complessivo degli ormeggi disponibili in Adriatico supera gli 81mila (+1,3% sul 2024), consolidando l’offerta per questa tipologia di turisti.

La mappa degli investimenti infrastrutturali è particolarmente corposa. Nel quadriennio 2027-2030 sono programmati oltre 843 milioni di euro dedicati al turismo via mare, concentrati su porti passeggeri, strutture nautiche e terminal combinati. I finanziamenti interessano tutti i sette Paesi che si affacciano sull’Adriatico (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Slovenia), distribuiti su 25 regioni e oltre 150 destinazioni.

La geografia della domanda continua a privilegiare i porti croati e greci. Nel 2025 il traffico crocieristico ha visto Corfù (Grecia) dominare con 1 milione di passeggeri, seguita da Dubrovnik (Croazia, 675mila) e Kotor (Montenegro, 615mila). Trieste, primo porto italiano adriatico, ha movimentato 400mila passeggeri in crociera, con previsioni di crescita contenuta (+4,6%) nel 2026.

Alcune destinazioni segnalano performance più marcate. Bar (Montenegro) registra la variazione più pronunciata (+78,5%), Ravenna (+57,2%) e Sarandë (Albania, +15%) dimostrano la vitalità dei segmenti di nicchia. Split (Croazia) mantiene dinamiche solide (+2,6%), mentre Venezia subisce una contrazione annuale (-9,3% nel 2025), elemento su cui pesano ancora fattori congiunturali e normativi.

La composizione del traffico per Paese mostra Italia al 37,3% del totale di movimenti passeggeri, Croazia al 28,5%, Grecia al 17,8%, Montenegro al 13,2%, Slovenia al 2,4% e Albania allo 0,8%. Il quadro evidenzia concentrazione nei Paesi centrali dell’area, ma anche segnali di diversificazione verso destinazioni emergenti. Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, ha sottolineato come il report confermi le potenzialità di un comparto che continua a rappresentare un’occasione di sviluppo economico per l’intera regione adriatica, a patto che gli investimenti infrastrutturali programmati si traducano in progetti operativi nei tempi previsti.