TRIESTE – Velocità delle procedure, interoperabilità dei sistemi informatici, condivisione dei dati e nuovi scenari del commercio globale. In occasione dell’inaugurazione della Direzione territoriale Friuli-Venezia Giulia dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, seguita a Mestre da quella per il Veneto, il direttore Roberto Alesse spiega ad AdriaPorts come l’ADM intende sostenere la competitività dei porti di Trieste e Monfalcone e della logistica del Nord-Est.
Quali vantaggi concreti porterà la nuova Direzione Territoriale Friuli-Venezia Giulia alle imprese che operano nei porti di Trieste e Monfalcone e lungo i corridoi logistici del Nord-Est?
«Trieste compete con i grandi porti del Nord Europa sulla velocità della catena logistica. Il nostro compito è fare in modo che la dogana rappresenti un fattore di competitività e non un elemento di rallentamento dei traffici commerciali. La nuova Direzione Territoriale nasce anche per questo: garantire risposte rapide a un porto che vive di tempi certi e connessioni efficienti con il Centro Europa. Allo stesso tempo, consentirà di valorizzare ulteriormente il porto di Monfalcone, quale infrastruttura logistica più a nord del Mar Mediterraneo, posizionata strategicamente nel punto più prossimo all’Europa continentale.
Trieste è uno dei principali gateway europei verso l’Europa centrale. Quali sono oggi le priorità dell’Agenzia delle Dogane per velocizzare le procedure senza ridurre i controlli?
«La competitività di un porto non si misura dal numero dei controlli, ma dalla capacità di effettuare controlli efficaci senza rallentare il commercio legittimo. È questa la sfida dell’Agenzia. Grazie all’analisi dei rischi, all’interoperabilità dei sistemi e all’utilizzo delle nuove tecnologie, concentriamo le verifiche dove servono realmente, garantendo, al tempo stesso, rapidità nelle operazioni e massima tutela della sicurezza e della legalità».
La digitalizzazione è ormai centrale nelle operazioni doganali. Su quali progetti ADM sta investendo per rendere più efficienti i rapporti tra dogane, Autorità portuali e operatori logistici, soprattutto in chiave di valorizzazione del PCS Sinfomar?
«Subito dopo il mio insediamento, ho scelto di imprimere una forte accelerazione al percorso di innovazione tecnologica dell’Agenzia, destinando, nel triennio 2024-2026, quasi 500 milioni di euro al potenziamento delle infrastrutture digitali. Si tratta di un investimento strategico, finalizzato a garantire servizi sempre più affidabili alle imprese, assicurare la piena continuità operativa dei sistemi informatici e rafforzare l’integrazione con piattaforme quali i Port Community System, rendendo sempre più efficiente il dialogo tra porti, dogane e operatori logistici. I risultati sono già concreti: nell’ultimo anno, per la prima volta, i sistemi dell’Agenzia hanno garantito la piena continuità operativa, senza registrare alcuna interruzione. Ciò ha consentito di assicurare che l’operatività dei sistemi doganali non costituisse alcun fattore di rallentamento della filiera logistica, contribuendo, al contrario, a sostenerne efficienza, affidabilità e competitività».
Per una più efficace pianificazione dei traffici e per il monitoraggio di origine e destino degli stessi, ADM condivide i dati con Regione Friuli-Venezia Giulia e Autorità portuale?
«La condivisione dei dati è uno dei presupposti fondamentali di una Pubblica Amministrazione moderna. L’Agenzia opera nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati e del segreto d’ufficio, ma anche dei principi di interoperabilità e valorizzazione del patrimonio informativo pubblico previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale. L’obiettivo della neoistituita Direzione Territoriale è proprio quello di avere un dialogo costante con la Regione Friuli-Venezia Giulia e con l’Autorità di sistema portuale: quando il quadro normativo lo consente, la condivisione delle informazioni rappresenta uno strumento essenziale per migliorare la pianificazione dei traffici, l’efficienza della logistica e la competitività del sistema portuale».
Le tensioni geopolitiche stanno modificando le rotte del commercio internazionale. Che impatto stanno avendo sull’attività dell’Agenzia e quali sfide vede per i porti italiani nei prossimi anni?
«La geografia rappresenta il fattore più stabile e determinante della politica internazionale: possono mutare i governi, gli equilibri politici e perfino i confini tra gli Stati, ma la geografia resta immutabile. Oggi quella realtà torna a essere decisiva: le tensioni internazionali stanno ridisegnando le rotte del commercio mondiale e il Mediterraneo assume una centralità sempre maggiore. In questo scenario, i porti italiani e, in particolare, Trieste dispongono di un’opportunità straordinaria. Il compito dell’Agenzia è fare in modo che sicurezza, rapidità delle procedure e certezza delle regole procedano di pari passo, perché la competitività di un Paese si misura anche dalla capacità delle sue istituzioni di accompagnare e governare i cambiamenti dell’economia globale».




