TRIESTE – La procedura fallimentare dello storico cantiere navale “3. Maj” di Fiume (Croazia) compie un passo decisivo. L’assemblea dei creditori ha approvato l’accordo giudiziario con la Repubblica di Croazia, che prevede il versamento di oltre 6,6 milioni di euro alla massa fallimentare.

La firma dell’intesa, avvenuta nei giorni scorsi davanti al Tribunale commerciale di Fiume, chiude il contenzioso aperto sull’acquisizione degli asset e sblocca il processo di vendita.
In base all’accordo, come riportato da diversi media croati, lo Stato si è impegnato a versare 6.665.100 euro entro 90 giorni. Le risorse serviranno innanzitutto a saldare integralmente i creditori di primo livello, in particolare circa 300 ex lavoratori del cantiere e l’Agenzia statale che aveva anticipato gli stipendi negli anni precedenti.

Elemento chiave dell’intesa è il ritiro delle azioni legali che avevano bloccato la cessione delle quote della società “3. maj Rijeka 1905”. Il curatore fallimentare Loris Rak, infatti, ha rinunciato alle misure cautelari che impedivano l’alienazione degli asset, permettendo così al Centro per la ristrutturazione e la vendita degli asset statali (CERP) di procedere con la gara. L’accordo ha anche un valore giuridico rilevante: lo Stato riconosce che la precedente acquisizione della controllata tramite compensazione dei crediti non era coerente con la normativa fallimentare, perché non garantiva un trattamento uniforme di tutti i creditori. Con la transazione, i rapporti patrimoniali e legali vengono chiusi.

Sul fronte industriale, però, lo scenario resta fragile. Come già riportato da Adriaports, alla procedura di vendita degli scali di alaggio di Fiume è arrivata una sola offerta vincolante, quella del cantiere Iskra Brodogradilište di Sebenico. L’assenza di altri pretendenti conferma le difficoltà del mercato e ridimensiona le aspettative sul valore degli asset, tema che aveva animato anche il dibattito tra i creditori.