TRIESTE – La collaborazione tra Fincantieri e la Guardia di Finanza in Friuli Venezia Giulia entra in una fase più operativa, con un’attenzione specifica rivolta allo stabilimento di Monfalcone, il più grande sito produttivo del gruppo per la costruzione di navi da crociera ad alta complessità.
Nei giorni scorsi, nella sede del Comando regionale delle Fiamme Gialle, si è svolta una riunione di coordinamento basata sul protocollo d’intesa firmato a livello nazionale nel 2025. L’obiettivo è rafforzare le attività di prevenzione e contrasto delle irregolarità economico-finanziarie e dei tentativi di infiltrazione criminale legati all’ampio indotto che ruota attorno alle attività di Fincantieri in regione.
All’incontro hanno partecipato i vertici regionali e provinciali della Guardia di Finanza, insieme ai responsabili della security di Fincantieri, per definire un quadro di lavoro condiviso e più mirato sul territorio. Il protocollo, sottoscritto a livello centrale dal Comandante Generale della Guardia di Finanza e dal presidente di Fincantieri, punta a rendere più efficace lo scambio di informazioni e l’analisi dei contesti produttivi più complessi.
In questo quadro, Monfalcone assume un ruolo centrale. Il cantiere isontino concentra volumi produttivi elevati, una filiera articolata di fornitori e lavorazioni ad alta specializzazione. Proprio per questo è considerato un punto sensibile sotto il profilo della tutela della legalità, del contrasto al lavoro irregolare, alle frodi e alle pratiche corruttive, oltre che alla protezione degli interessi economici pubblici legati a lavori, servizi e forniture.
La collaborazione si traduce in strumenti concreti: accesso a dati e informazioni qualificate, analisi di contesto e sistemi di allerta utili a intercettare in anticipo fenomeni anomali. Un approccio che punta a salvaguardare il sistema industriale locale e a garantire condizioni di trasparenza e sicurezza lungo tutta la catena produttiva, con benefici diretti per il territorio e per la collettività.




