TRIESTE – Il gruppo sloveno Iskra accelera sul rilancio del cantiere “3 Maggio” di Fiume con un primo piano di investimenti immediati.

Secondo quanto riportato da Novi List, il proprietario Dušan Šešok ha indicato interventi urgenti tra 5 e 10 milioni di euro per macchinari e attrezzature, necessari per sostenere la produzione nel breve periodo. Si tratta della prima fase di un programma più ampio che, nel medio-lungo termine, potrebbe superare i 100 milioni di euro, legato però al rinnovo della concessione oltre il 2031.

Il quadro di partenza resta critico. Il sito industriale supera i 500mila metri quadrati ma soffre di carenze strutturali: impianti obsoleti, infrastrutture deteriorate, bassa produttività e carenza di personale qualificato. Il cantiere registra perdite mensili nell’ordine dei 500 mila euro e necessita di nuovi contratti per garantire continuità produttiva già nel breve periodo.
La strategia del nuovo azionista si basa su tre direttrici. La prima è il riempimento del portafoglio ordini: Iskra dichiara di avere già numerose richieste per navi commerciali e punta a concretizzare nuovi contratti entro sei mesi. La seconda è la riorganizzazione interna, con particolare attenzione ai circa 440 dipendenti, per migliorare efficienza e controllo dei costi. La terza riguarda il cambio di approccio operativo, con un focus esplicito sulla produttività, considerata uno dei principali fattori alla base della crisi della cantieristica croata.

Sul fronte finanziario, Šešok esclude nel breve termine un sostegno diretto dello Stato, ma segnala un cambio di orientamento a livello europeo, con l’apertura a strumenti di supporto anche per il settore della costruzione navale, finora escluso rispetto ad altri comparti industriali. Resta centrale il nodo concessorio. Il rinnovo per ulteriori 20 anni sarà condizione necessaria per attivare gli investimenti più consistenti e richiederà un processo complesso, già sperimentato dal gruppo nel cantiere di Šibenik, con garanzie bancarie e piani dettagliati.

Sul piano industriale, l’operazione non è legata a programmi militari. Il gruppo precisa di non aver subordinato l’acquisizione alla costruzione di corvette per la Marina croata, pur mantenendo interesse per eventuali gare. Il focus resta sulle navi civili, considerate sufficienti per sostenere il rilancio del cantiere.
Parallelamente, Iskra si dice aperta a collaborazioni con altri operatori dell’area di Fiume, in un’ottica di integrazione industriale locale. Tra le priorità anche il rafforzamento delle competenze tecniche, con il possibile inserimento di nuovi ingegneri e il supporto del team progettuale già attivo nel cantiere di Šibenik.

Dalle dichiarazioni successivamente rilasciate da Šešok, però, emerge una linea ancora più netta: il rilancio passerà da un cambio radicale di impostazione gestionale. Il nuovo proprietario esclude un approccio orientato al sostegno sociale dell’occupazione e indica invece efficienza, responsabilità individuale e disciplina operativa come criteri centrali. L’obiettivo resta rapido: riportare il cantiere almeno al pareggio entro pochi mesi, sostenuto da nuovi ordini e da una riorganizzazione interna.