TRIESTE – Stipendi ridotti per circa 450 dipendenti del cantiere navale Tre maggio di Fiume: la nuova gestione ha tagliato in media del 15% la componente variabile della retribuzione.
La decisione è stata motivata con perdite operative e calo della produttività. Il provvedimento, firmato dal nuovo presidente Roko Vuletić, ha colto di sorpresa i sindacati, che denunciano l’assenza di confronto.
Secondo la direzione, il cantiere registra perdite di circa 500mila euro al mese dall’inizio del 2026, nonostante la presenza di commesse, evidenziando uno squilibrio strutturale tra costi e ricavi.
Vuletić ha definito i risultati “catastroficamente negativi” e ha giustificato l’intervento come necessario per stabilizzare i conti e superare un modello ritenuto non più sostenibile. “È finita l’epoca in cui le perdite venivano coperte dall’esterno”, ha dichiarato, ricordando i circa 200 milioni di euro di risorse pubbliche assorbite in passato dal cantiere.
L’azienda presenta il taglio come temporaneo: la situazione sarà monitorata mensilmente e, in caso di ritorno all’utile, non si escludono bonus a fine anno. Unica eccezione il reparto di lavorazione e piegatura, che ha aumentato la produzione del 50% ed è stato escluso dalla riduzione.
Critica la posizione del sindacato metalmeccanici croato. Il rappresentante Juraj Šoljić sottolinea che nei precedenti incontri non era mai stata prospettata una riduzione salariale, ma semmai possibili aumenti. Pur riconoscendo le difficoltà produttive, il sindacato chiede un confronto preventivo e continuo con l’azienda su misure che incidono direttamente sui lavoratori.




