TRIESTE – Il mercato mondiale della nautica da diporto rallenta dopo il rimbalzo post-pandemia e nel 2025 si attesta a 33,3 miliardi di euro, in calo del 2,1% rispetto al 2023. In controtendenza, invece, la cantieristica italiana: superati i 5 miliardi di euro di produzione e crescita del 5% nel biennio 2023-2025, trainata soprattutto dal comparto dei superyacht.
È quanto emerge dalla quarta edizione del report “The State of the Art of the Global Yachting Market”, realizzato da Deloitte in collaborazione con Confindustria Nautica e presentato oggi nella sede di Borsa Italiana a Milano.
Il dato che consolida il primato italiano riguarda proprio i superyacht: nel 2025 i cantieri italiani detengono il 56% degli ordini mondiali in termini di unità e il 36% del valore globale del mercato, in crescita rispetto al 34% registrato nel 2024. L’Italia rappresenta inoltre il 62% dei nuovi ordini mondiali di superyacht e continua a dominare la fascia tra i 30 e i 60 metri.
A sostenere la crescita è soprattutto la specializzazione nel segmento alto di gamma. Circa il 70% della produzione italiana è infatti riconducibile a grandi yacht e superyacht, considerati meno esposti alle oscillazioni economiche rispetto ai segmenti entry-level e mid-size, oggi più penalizzati dal rallentamento della domanda internazionale.
La produzione nazionale è stimata tra i 5,4 e i 5,5 miliardi di euro nel 2025, mentre il comparto entrobordo rappresenta il 93% della produzione italiana, contro una media globale del 56%. Un dato che conferma il posizionamento premium della cantieristica tricolore.
Determinante resta anche il peso dell’export: circa il 90% delle imbarcazioni prodotte in Italia viene destinato ai mercati esteri e il 70% delle esportazioni è diretto verso Paesi extra Unione Europea. Nel 2024 il settore nautico ha contribuito per l’8,6% al surplus commerciale italiano, con una crescita media annua del saldo commerciale del 14,4% nel periodo 2015-2024, ben superiore al dato medio nazionale.
Secondo il report, il rallentamento del mercato globale è legato soprattutto alla frenata del segmento fuoribordo, solo in parte compensata dalla tenuta della fascia premium e dei superyacht. Nel 2024 il comparto entrobordo ha consolidato la propria centralità, arrivando a rappresentare il 59% del mercato mondiale, mentre Nord America ed Europa continuano a valere complessivamente il 75% del mercato globale delle nuove imbarcazioni.
Sul fronte prospettico, il 2026 dovrebbe segnare una fase di ulteriore stabilizzazione, con una lieve flessione stimata dello 0,7%. Dal 2027 al 2029 è invece attesa una ripresa graduale della domanda globale, con una crescita media annua intorno al 3%, sostenuta soprattutto dalle imbarcazioni medio-grandi e dal comparto high-end.
Resta però elevata l’attenzione ai rischi geopolitici e commerciali. Secondo Deloitte, dazi e tensioni internazionali potrebbero incidere sulla marginalità del settore, modificare le strategie commerciali dei cantieri e aumentare la pressione sui costi delle materie prime.
«L’industria nautica italiana continua a rafforzare il proprio posizionamento in un contesto internazionale complesso», ha sottolineato il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, evidenziando la resilienza del comparto dei superyacht ad alto valore aggiunto.
Dal mondo finanziario arriva inoltre un invito alle imprese nautiche a guardare con maggiore interesse al mercato dei capitali. Secondo Roberta Laveneziana (Listing Senior Account Manager Mid & Small Cap di Borsa Italiana), la quotazione potrebbe aiutare il settore a finanziare crescita, innovazione e passaggi generazionali, rafforzando la competitività internazionale della filiera italiana.




