TRIESTE – L’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale ha approvato il Piano operativo triennale 2026-2028 al termine di una giornata caratterizzata da un confronto nell’Organismo di partenariato della risorsa mare, dove operatori e rappresentanti istituzionali hanno avanzato osservazioni e richieste di modifica.
Prima dell’approvazione, gli operatori portuali hanno presentato un documento con alcune proposte, chiedendo che la documentazione venga trasmessa con maggiore anticipo, un maggiore coinvolgimento nella fase di predisposizione dei documenti strategici e una revisione di alcuni punti del Piano. Nel corso del dibattito, inoltre, è stato inoltre espresso timore per gli effetti della riforma della governance portuale attualmente in discussione a livello nazionale, che secondo diversi interventi potrebbe ridurre le competenze delle Autorità di sistema portuale.
A gettare acqua sul fuoco delle polemiche è stato il presidente dell’Autorità portuale, Marco Consalvo, che ha assicurato la disponibilità dell’ente a recepire le osservazioni emerse durante il confronto.

«Riguardo le osservazioni emerse durante l’Organismo di partenariato, va detto che il piano si aggiorna ogni anno e terremo in considerazione tutti i suggerimenti. Ma per fare tutto ci vorrebbero troppi soldi ad oggi non disponibili» ha commentato il presidente Consalvo sentito da Adriaports.
Nel corso della riunione è intervenuta anche l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, presente in rappresentanza del Comune di Monfalcone, che pur esprimendo una valutazione complessivamente positiva sul lavoro dell’Autorità ha chiesto un cambio di passo sullo sviluppo dello scalo isontino.

Nel comunicato diffuso al termine dell’incontro, Cisint indica come priorità il rifacimento del tratto di banchina più deteriorato e delle relative asfaltature, un intervento stimato in circa 20 milioni di euro che ritiene necessario soprattutto per ragioni di sicurezza. L’europarlamentare evidenzia inoltre la necessità di incrementare gli investimenti infrastrutturali, sostiene che Monfalcone debba essere accompagnata da una visione di sviluppo più incisiva e chiede la nomina di un direttore dedicato al porto, ritenendo che la crescita dello scalo richieda una struttura gestionale adeguata.
Anche su alcuni dei temi sollevati dall’europarlamentare, Consalvo ha mantenuto un approccio improntato al dialogo.
«Quanto detto dall’onorevole Cisint è condivisibile, il problema è come finanziarlo. Poi per quanto riguarda il direttore abbiamo l’obiettivo di procedere» ha concluso il presidente.