TRIESTE – Il Comune di Capodistria avvierà l’iter per chiedere al governo sloveno una modifica del Piano territoriale statale che disciplina lo sviluppo del porto. Contestualmente, Luka Koper ha ribadito che non esiste alcun progetto per un terminale di gas naturale liquefatto (Gnl) e che le ipotesi di ampliamento del Secondo molo non sono ancora definitive.

Il consiglio comunale – secondo quanto riportato da alcuni media sloveni, tra i quali Primorske Novice – ha approvato all’unanimità una risoluzione che incarica il sindaco e gli uffici tecnici di predisporre una proposta ufficiale di modifica del Piano territoriale statale relativo al porto. Il documento dovrà tornare all’esame dell’assemblea cittadina prima di essere trasmesso al Ministero competente.

La decisione arriva dopo il dibattito sviluppatosi nelle ultime settimane in seguito alla diffusione di documenti mostrati dal sindaco del vicino comune di Ancarano, che sosteneva l’esistenza di ipotesi per un consistente ampliamento del Secondo molo e per la realizzazione di nuovi ormeggi destinati anche al trasbordo di gas naturale liquefatto. La vicenda aveva portato il consiglio comunale di Ancarano ad approvare una risoluzione contraria al terminale del gas e a sollecitare una presa di posizione analoga da parte degli altri comuni costieri.

Durante la seduta del consiglio comunale di Capodistria, la presidente del consiglio di amministrazione di Luka Koper, Nevenka Kržan, ha escluso categoricamente l’esistenza di un progetto per un terminale Gnl. Ha spiegato che una simile infrastruttura non è mai stata discussa dagli organi della società e non compare nei documenti strategici del porto. I disegni circolati nelle ultime settimane, ha precisato, sarebbero soltanto bozze e schizzi privi di qualsiasi valore progettuale. Kržan ha inoltre ricordato che la società continua a rispettare l’esito del referendum cittadino del 2012, che si era espresso contro la realizzazione di un terminale del gas.

Per quanto riguarda il Secondo molo, la manager ha confermato che il porto sta valutando diverse possibili soluzioni progettuali, anche in considerazione della futura necessità di intervenire sull’attuale banchina petrolifera, senza che sia stata ancora assunta alcuna decisione definitiva.
Per quanto relativo al Piano territoriale, è previsto l’ampliamento del secondo molo di circa 370 metri. Le attività esistenti, ovvero il trasbordo e lo stoccaggio di merci sfuse, alla rinfusa e liquide, rimarranno invariate. Le navi con carico liquido attraccheranno alla piattaforma di trasferimento, che verrà costruita in un’estensione all’estremità del molo per motivi di sicurezza. All’estremità del secondo molo (protetta da un ulteriore frangiflutti) saranno presenti ormeggi per navi di servizio. È prevista la copertura e la chiusura del terminal per merci alla rinfusa sul Secondo molo.

Nel corso del confronto sono stati affrontati anche gli aspetti ambientali. Diversi consiglieri hanno sostenuto che il Piano territoriale approvato nel 2012 non garantisca un livello di tutela sufficiente sotto il profilo ambientale e della qualità della vita dei residenti. Tra le criticità evidenziate figurano l’ampliamento delle aree dedicate ai combustibili liquidi e l’impatto delle future espansioni portuali.
La direzione di Luka Koper ha ricordato che il porto opera esclusivamente nel rispetto della propria strategia, del contratto di concessione e del piano territoriale statale vigente. Tra gli interventi illustrati figurano anche la realizzazione di fasce verdi lungo il perimetro dei terminal per mitigare l’impatto ambientale, un nuovo parcheggio con capacità fino a 11.680 veicoli e un piano energetico che punta a coprire con produzione propria il 30% dei consumi del porto entro il 2030.