TRIESTE – La chiusura per 100 giorni della superstrada slovena H4 sta moltiplicando code e costi: fino a 10 chilometri a Fernetti anche per l’effetto dei controlli legati alla sospensione di Schengen, e +18% di transiti pesanti al Lisert. Le imprese dell’autotrasporto denunciano ritardi, maggior consumo di carburante e penali, lamentando l’assenza di un piano preventivo per un disagio ritenuto prevedibile.

FAI Friuli Venezia Giulia giudica utile l’asfaltatura a Fernetti, la separazione dei flussi e un ulteriore varco Telepass al Lisert, ma sottolinea che i benefici agevolano soprattutto i vettori internazionali. Per gli operatori locali – su percorrenze brevi e margini compressi – la priorità è un “dosaggio” chiaro e predefinito degli ingressi dalla Slovenia, con calendario sulle giornate critiche (lunedì e martedì) sul modello adottato in altri Paesi. FAI chiede inoltre un impegno esplicito e verificabile da parte delle autorità slovene.

Confartigianato Trasporti FVG sollecita un contingentamento orario dei mezzi in entrata a Fernetti per ragioni di sicurezza: senza modulazione dei flussi basta un tamponamento per paralizzare la rete. Le misure discusse in Prefettura (nuove piste in uscita sulla A4 e accelerazione dei lavori a Fernetti) sono ritenute utili ma non risolutive: la via principale resta il blocco regolato al confine e una gestione della limitazione del traffico pesante estesa e prevedibile. Bocciata, invece, l’ipotesi di dirottare i TIR su Rabuiese: la sezione è già gravata dai flussi portuali (convenzionale e container) e rischierebbe il collasso.

«Inutile sottolineare come l’autotrasporto stia subendo un danno enorme per i tempi di attesa del traffico pesante sia in entrata in Italia che alla barriera del Lisert. Ma – spiega Roberto Vidoni, General manager Autamarocchi – ritengo che la questione vada risolta all’origine. Ho avuto notizia di una riunione al Ministero a Lubiana nel corso della quale si sarebbe ventilata l’ipotesi della riapertura del doppio senso della Vrtojba-Razdrto (la superstrada H4, ndr), che rimane auspicabile perché altrimenti la soluzione sarà molto difficile».

Sul fronte delle alternative, gli operatori suggeriscono addirittura di affiancare alla gomma un servizio Ro-La (camion su treno) giornaliero da Lubiana verso l’Italia.
«Come ho già avuto modo di evidenziare – dichiara Marco Gallegati, Managing director di Trimar – sarebbe bastato che la Slovenia organizzasse una Ro-La giornaliera tra Lubiana e Cervignano/Padova per i mezzi pesanti in transito. Non sarebbe stata risolutiva, ma di certo avrebbe alleggerito la pressione, che si sapeva del resto sarebbe stata pesante, anche perché così il traffico andrebbe in due direzioni. E poi quanto tempo durerà la chiusura? Non certo una settimana, e sarà poi replicata l’anno prossimo per il secondo viadotto. Credo che in un tempo ragionevole la Ro-La potrebbe essere realizzata: basta che le Ferrovie slovene si procurino i vagoni atti a trasportare camion completi e si organizzi il carico che ha origine da oltre Lubiana destinato oltre Padova e Verona. Soluzione costosa? Certo, ma anche i costi per tempo perso, inquinamento, rischio incidenti, intervento dei mezzi di soccorso e forze dell’ordine impiegate non appaiono proprio marginali».

Anche il presidente degli spedizionieri del porto di Trieste, Stefano Visintin, suggerisce alcune soluzioni. «La riduzione del pedaggio Tarvisio-Palmanova (lungo l’autostrada che arriva dall’Austria, ndr) poteva essere un’idea. I camion continuano a passare attraverso la Slovenia, nonostante i numerosi lavori stradali sulla direttrice Maribor-Fernetti, trovandolo comunque più conveniente. Il Ro-La poteva essere un’idea, ma avrebbe potuto alleggerire forse il 10% del maggior traffico dirottato su Fernetti».

I transiti continuano a fotografare l’emergenza: in una settimana al Lisert (ingresso A4) 216.910 veicoli, +33.581 rispetto allo stesso periodo del 2024 (quasi 5.000 in più al giorno), con crollo dei passaggi sulla A34 Villesse-Gorizia, pensata come by-pass dell’A4. Autostrade Alto Adriatico ha convertito una pista a solo telepedaggio incrementando la portata dei TIR (circa 150/h in più) e riducendo i tempi di smaltimento. La Regione FVG finanzia il rifacimento del manto e due corsie separate per pesanti e leggeri in area confine con avvio dei lavori ai primi di settembre.