TRIESTE – Nasce l’Hydrogen Hub Trieste, il nuovo Polo dell’idrogeno verde, progetto promosso da AcegasApsAmga, un’infrastruttura strategica per accelerare la transizione energetica e la decarbonizzazione: entrerà in funzione nel 2026 e punta a cambiare il sistema di rifornimento del settore dei trasporti (Tir e mezzi pesanti) e quello delle realtà produttive.
Nel mondo, il settore dei trasporti è responsabile di circa il 23% della quota di emissioni di anidride carbonica (CO2) legata all’utilizzo dei combustibili fossili. Un recente studio della IEA (international energy agency) ha evidenziato come le emissioni di questo settore siano in continua crescita ad un ritmo pari a quello del settore industriale. L’idrogeno può alimentare veicoli secondo due differenti tecnologie: direttamente come carburante in un motore a combustione interna (HICEV Hydrogen Internal Combustion Engine Vehicle) o come reagente nelle celle a combustibile (fuel cell).
Oggi a Trieste la posa della prima pietra con l’inizio delle opere di costruzione. L’iniziativa si inserisce nel quadro degli obiettivi europei di neutralità climatica e della strategia nazionale sull’idrogeno, puntando a trasformare Trieste in un hub di riferimento per l’innovazione energetica.
Il progetto, finanziato con 15,8 milioni di euro dal PNRR e 1,5 milioni dal bando Horizon EU per un investimento complessivo di oltre 20 milioni, prevede la realizzazione di un impianto di elettrolisi da 5 MW e da un parco fotovoltaico da 4,8 MW. L’impianto di elettrolisi verrà costruito in un’area adiacente al termovalorizzatore di Trieste per consentire, in un sistema di simbiosi industriale, di recuperare l’acqua di scarto del processo di termovalorizzazione e farla diventare risorsa preziosa per la produzione di idrogeno.
Il parco fotovoltaico verrà costruito in un’altra area dismessa e non utilizzata, portando valore al territorio anche in chiave di rigenerazione urbana. La produzione attesa è di circa 370 tonnellate annue di idrogeno da destinare alla decarbonizzazione dei trasporti e dell’industria. Il progetto copre l’intera catena del valore – produzione, stoccaggio e distribuzione – con l’obiettivo di decarbonizzare settori ad alta intensità emissiva e di creare un mercato locale dell’idrogeno rinnovabile. L’impianto, secondo quanto previsto e le tempistiche date dal PNRR, entrerà in funzione nel 2026.
La realizzazione dell’Hydrogen Hub Trieste, spiega una nota, rappresenta un modello virtuoso di collaborazione pubblico- privata. Nato da un approccio integrato e multidisciplinare, il progetto combina il recupero di aree dismesse, i principi dell’economia circolare e il know-how tecnico-scientifico di università, enti di ricerca e imprese del territorio. Inserito nel contesto del Nord Adriatic Hydrogen Valley – il primo accordo transfrontaliero in Europa dedicato all’idrogeno, che coinvolge Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia – l’Hydrogen Hub è parte di una rete che comprende 37 organizzazioni e 17 progetti pilota distribuiti su tre Paesi. Il NAVH, con l’obiettivo di produrre complessivamente circa 5.000 tonnellate annue di idrogeno, punta a trasformare il territorio dell’Alto Adriatico in un laboratorio d’innovazione, accelerando ladecarbonizzazione e rafforzando il ruolo dell’area come hub strategico europeo per la transizione energetica.
«Con l’Hydrogen Hub Trieste non puntiamo solo a realizzare un impianto di produzione di idrogeno, ma a contribuire alla creazione di un vero e proprio ecosistema locale capace di accelerare la transizione energetica e la decarbonizzazione di settori chiave come trasporti e industria – ha dichiarato Carlo Andriolo, amministratore delegato di AcegasApsAmga – La posa di questa prima pietra ha un fortevalore simbolico, perché esprime la visione condivisa del territorio verso uno sviluppo sostenibile».




