TRIESTE – «Abbiamo appreso della decisione del Tar di rigettare il ricorso contro il concorso di idee avviato dall’Autorità di sistema portuale veneziana per il porto offshore. Si tratta sicuramente di una bella notizia per tutta la comunità portuale».
Con queste parole il presidente della Venice Port Community (Vpc), Davide Calderan, ha commentato la sentenza che consente di proseguire il percorso di ricerca promosso dall’AdSP del Mare Adriatico Settentrionale.

Per Calderan il porto offshore rappresenta «un punto di svolta per l’economia legata alle attività portuali», capace di offrire a Venezia «un’alternativa concreta alla monocultura turistica» e di aprire nuove possibilità di interscambio con il resto d’Europa. Il presidente di Vpc ha inoltre evidenziato che «solo unendo la visione di lungo periodo agli interventi immediati già programmati – come Isola delle Tresse 2, la manutenzione del canale Malamocco-Marghera, il terminal passeggeri Canale Nord e l’adeguamento del Vittorio Emanuele – si può garantire continuità e concretezza agli investimenti».

Una strategia che, secondo Calderan, permetterà di mantenere Venezia «un fiore all’occhiello della portualità italiana» e di salvaguardare il ruolo storico della città come punto di scambio con il mondo.