TRIESTE – La rete di Autostrade Alto Adriatico si prepara a chiudere l’anno con oltre 54 milioni di passaggi, un livello mai raggiunto prima che evidenzia la crescente centralità dell’asse Est-Ovest per i traffici merci e per i movimenti turistici in ingresso e uscita dal Nord Est.
Secondo i dati diffusi dalla direzione Operations, il traffico complessivo cresce del 4% rispetto al 2024, con un +5% per i veicoli leggeri e un +2% per i mezzi pesanti. Nel tratto Portogruaro–San Donà, ancora a due corsie e in attesa della terza corsia prevista entro il 2026, l’aumento si muove fra il 2 e il 3%, mentre i pesanti restano sotto l’1%. La progressione degli ultimi vent’anni è netta: la rete passa da 35,8 a oltre 54,2 milioni di transiti e da 1,6 a circa 2,8 miliardi di chilometri percorsi.
Per il presidente Marco Monaco, questi numeri confermano come la direttrice Alto Adriatico sia diventata il principale corridoio italiano per i flussi Est-Ovest, scelta dalle imprese per i collegamenti produttivi e dai viaggiatori italiani e stranieri per raggiungere le destinazioni turistiche del territorio. La crescita è legata anche allo sviluppo della terza corsia, oggi estesa per circa 60 chilometri, di cui 40 realizzati dal 2021. Un intervento che ha migliorato in modo sensibile la fluidità da Trieste a Venezia, rafforzando l’accesso ai poli logistici e alle località costiere.
Sul fronte della sicurezza, i dati indicano un miglioramento strutturale. L’incidentalità con danni alle persone si riduce di due terzi rispetto a vent’anni fa, passando da 11,5 a 4,5 incidenti ogni 100 milioni di veicoli-km nel periodo gennaio-ottobre. Anche il tratto Portogruaro–San Donà registra per la prima volta un valore (6,19) leggermente migliore della media delle altre concessionarie (6,2). Gli incidenti complessivi scendono da 461 a 396, quelli nel tratto critico da 94 a 86. I sinistri mortali sull’intera rete calano da 9 a 5, con un solo caso tra Portogruaro e San Donà.
Il miglioramento, secondo la concessionaria, deriva dalle misure introdotte insieme alla Polizia stradale su velocità, distanze di sicurezza e controlli tecnologici, che hanno contribuito a stabilizzare la rete anche nei periodi di traffico più intenso.




