TRIESTE – L’Authority di Venezia, assieme ai soggetti interessati, vuole riportare le crociere in Laguna con un nuovo modello sostenibile: allo studio la nuova accessibilità nautica con l’obiettivo di portare un milione di passeggeri per il 2027, in modalità homeport. L’annuncio oggi, in occasione di un incontro per fare il punto proioprio sull’attività crocieristica.
Il tema della sostenibilità ambientale è al centro del progetto CHANNELING the Green deal for Venice, un studio innovativo relativo all’accessibilità nautica lungo il canale di ingresso principale alle infrastrutture portuali: lo studio, che rientra tra le attività propedeutiche alla realizzazione del nuovo modello di crocieristica, è stato affidato al Danish Hydraulic Institute e consentirà di individuare le azioni da intraprendere per migliorare la navigabilità delle principali arterie portuali. In primis il canale Malamocco-Marghera, provando a minimizzare l’impatto sull’ambiente e innalzando le condizioni di sicurezza della navigazione lungo i canali.
Le nuove tendenze della crocieristica verso la sostenibilità ambientale vedono Venezia all’avanguardia nella trasformazione. Dopo il Decreto Legge 103/21 con l’interdizione per le “navi bianche” del passaggio attraverso il Canale della Giudecca e con la nomina da parte del Governo del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale lagunare quale Commissario straordinario per le crociere, nel periodo novembre 2021-novembre 2022 l’attività commissariale ha raggiunto tutti gli obiettivi previsti dalla legge. Dall’individuazione, adeguamento e messa in esercizio di accosti temporanei per le navi di stazza maggiore a Porto Marghera (banchine Liguria e Lombardia), al dual use del terminal Ro-Ro di Fusina. Allo stesso tempo, è stata avviata una sperimentazione per navi di piccola taglia destinate al porto di Chioggia. Tutto ciò ha garantito nel corso del 2022 oltre 200 toccate di navi da crociera nel sistema portuale lagunare e il transito di circa 240mila passeggeri.
«Venezia deve rimanere l’homeport crocieristico di riferimento dell’Adriatico e uno dei maggiori porti turistici del Mediterraneo, dalla cui ripartenza dipende il mantenimento delle eccellenze del settore crocieristico anche in altri importanti scali adriatici. Per conseguire questo obiettivo, accanto alla realizzazione delle opere indicate dal Governo di qui al 2026, innanzitutto la stazione passeggeri a Porto Marghera sita sulla sponda nord del Canale Nord e i relativi due accosti, stiamo lavorando, sempre con la massima attenzione all’eccezionale contesto ambientale in cui ci troviamo, per valorizzare la Marittima – ha spiegato il Commissario Straordinario Fulvio Lino Di Blasio – e per riposizionare lo scalo clodiense in sinergia con quello veneziano. È un percorso lungo e pianificato nel dettaglio che ci vede impegnati in una condivisione costante degli obiettivi e delle azioni da intraprendere con tutte le istituzioni coinvolte: Governo nazionale, Regione del Veneto, Prefettura, Comune di Venezia e Comune di Chioggia e i loro Sindaci, Capitanerie di porto, Forze dell’ordine, Polizia di frontiera, Vigili del Fuoco, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche, Ulss 3, Usmaf e con Venezia Terminal Passeggeri, società concessionaria del terminal crocieristico, agenti marittimi, gli altri terminal coinvolti, i servizi tecnico nautici e in generale con tutta la comunità portuale».

«Già l’anno prossimo potremo consegnare il primo accosto temporaneo sul Canale Nord e avviare importanti progetti d’intervento- ha annunciato Di Blasio – per il miglioramento dell’accessibilità nautica. Secondo i nostri calcoli, proseguendo sulla strada prefissata dal cronoprogramma e con la piena operatività di tutti gli accosti, entro il 2027 potremo arrivare a una capienza tale da ospitare 1 milione di crocieristi, il 90% dei quali in modalità homeport».
Il Direttore Marittimo del Veneto, Amm. Isp. Piero Pellizzari ha evidenziato come lo studio Channeling sarà posto alla base dell’analisi del rischio, quale supporto delle valutazioni dell’Autorità Marittima in ordine all’accessibilità nautica in sicurezza nei canali marittimi portuali. I dati che deriveranno dallo studio saranno utilizzati per un eventuale aggiornamento delle attuali ordinanze in vigore, considerata l’esigenza di garantire la maggior fruibilità possibile del porto nell’arco delle 24 ore ad ogni tipologia di nave, anche quale elemento di mitigazione degli effetti causati dell’attivazione del sistema MoSE.
Nel ringraziare il Presidente e Commissario Straordinario Fulvio Lino Di Blasio, il presidente e amministratore delegato di Venezia Terminal Passeggeri, Fabrizio Spagna ha sottolineato come «… è indubbio che il decreto 103/2021 abbia avuto degli evidenti impatti sia economici che operativi sul business di VTP, che vanno in ogni caso considerati se si vuole oggi parlare del futuro della crocieristica a Venezia. Un futuro indissolubilmente legato dunque alla realizzazione e alla disponibilità delle infrastrutture per gli approdi diffusi a Marghera, Fusina e Chioggia, nonché ad una piena accessibilità nautica dello scalo. Dal punto di vista del traffico e dei numeri non sarà un ritorno al passato, replicando un modello crocieristico che ha fatto il suo tempo, ma abbiamo l’opportunità di delinearne uno nuovo improntato sulla sostenibilità e l’integrazione perfetta con il territorio, che sia ancora una volta di esempio per tutto il mondo. Una nuova formula che sia compatibile con la città e il territorio. Compatibile significa rispettosa dell’ambiente e del paesaggio e anche rispettosa del lavoro, della professionalità delle persone che hanno reso unica Venezia come primo home port del Mediterraneo e che possa contribuire alla crescita del territorio con un’economia capace di generare un turismo di qualità».
Per Spagna, in questo contesto è cruciale che il nuovo assetto della crocieristica assicuri l’ormeggio delle navi in homeport, in sinergia con l’offerta turistica di Venezia e del territorio regionale.