TRIESTE – La rete ferroviaria slovena attraversa mesi difficili e le conseguenze si riflettono in modo diretto sul porto di Capodistria.

Maersk e Metrans hanno segnalato nei giorni scorsi come i lavori di ammodernamento e alcuni imprevisti stiano riducendo la capacità e la regolarità dei collegamenti ferroviari, con effetti significativi sull’operatività dei terminal.

Il quadro è determinato da un programma di cantieri che si protrarrà per anni e che, solo nel 2025, comporta chiusure prolungate su tratte chiave. Tra queste, la linea Lubiana–Sesana-Capodistria, principale collegamento ferroviario con lo scalo, chiusa per un mese nel tratto Divaccia–Gornje Ležeče e con un solo binario operativo tra Verd e Logatec fino a dicembre. A queste limitazioni si aggiungono i lavori di ricostruzione delle stazioni di Jesenice e Lubiana, che ridurranno sensibilmente la capacità complessiva della rete, in alcuni casi fino al 50%.

Alle difficoltà pianificate si sommano gli imprevisti. Lo scorso 29 agosto un’allagamento ha interrotto per quasi nove ore la linea Capodistria–Hrpelje Kozina, costringendo a cancellare ulteriori treni. Le corse sono poi riprese, ma in misura ridotta, con inevitabili conseguenze sulla fluidità dei traffici.

Il porto di Capodistria, nel frattempo, registra una congestione (anche a causa dell’aumento dei traffici) già segnalata nei mesi scorsi e mantiene restrizioni sull’accettazione dei container in esportazione. Le società che operano nel trasporto ferroviario stanno cercando soluzioni alternative, ma i margini restano limitati: frequenze ridotte, pianificazione complicata e ritardi nelle consegne sono ormai la normalità.

Gli operatori logistici coinvolti ribadiscono il loro impegno a contenere l’impatto della situazione e a coordinarsi con terminal e gestori ferroviari, ma la prospettiva è quella di mesi ancora complessi per l’intera catena logistica che gravita sullo scalo sloveno.