TRIESTE – La Polizia di Stato e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale hanno firmato a Trieste un protocollo per la gestione dei sistemi di lettura targhe installati nel sedime portuale. L’accordo è stato sottoscritto in Questura dal presidente dell’Authority, Marco Consalvo, dal questore di Trieste, Lilia Fredella, e dal dirigente della Polizia di Frontiera Marittima, Eddi Stolf. Il sistema, già operativo ai principali varchi dello scalo, è basato su lettori digitali e telecamere. Consente di registrare i transiti dei veicoli in ingresso e in uscita e di raccogliere dati utili per attività di prevenzione, indagine e contrasto ai reati, incluse le minacce alla sicurezza pubblica.

L’intesa disciplina il flusso delle informazioni verso il Centro elettronico nazionale della Polizia di Stato, permettendo alle forze di polizia di accedere ai dati in tempo reale e intervenire con maggiore rapidità ed efficacia. Il progetto è finanziato dall’Autorità portuale e sviluppato con il supporto tecnico e operativo della Polizia.
Oltre al controllo sistematico degli accessi, il sistema contribuisce alla sicurezza urbana. La visualizzazione in tempo reale dei veicoli di interesse nelle sale operative della Questura e della Polizia di Frontiera consente infatti di monitorare anche i mezzi in uscita dall’area portuale.
L’iniziativa allinea Trieste alle pratiche già adottate in altri grandi scali europei, rafforzando i livelli di prevenzione e sicurezza in un contesto nazionale e internazionale più complesso.

«Il porto è integrato nella città, quindi questo è un vantaggio per tutti. Per chi entra in porto, quindi per l’Autorità portuale che ha un controllo fatto dalla Polizia di Stato in tempo reale e per la città, per chi entra dall’estero con le navi e quindi poi si trasferisce in città» ha commentato Marco Consalvo, presidente dell’Authority.