TRIESTE – Barriere invisibili nelle aree operative per la sicurezza in ambito portuale. Si tratta del progetto Safety 4.0 che propone una nuova soluzione per la sicurezza sul lavoro nel porto di Trieste.
L’area portuale, infatti, ha ospitato nelle scorse settimane le attività sperimentali del progetto, con l’obiettivo di testare un prototipo innovativo. Sviluppato con il coinvolgimento di esperti e ricercatori del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) dell’Inail e dell’Università Tor Vergata di Roma, il prototipo separa con barriere immateriali le diverse aree volte a specifiche attività, inibendo le interferenze fra le macchine e le persone e le macchine e le zone pericolose, come i bordi banchine. Le fasi operative del progetto si sono concentrate sul contesto delle operazioni crocieristiche al Molo Bersaglieri, con l’obiettivo di validare soluzioni tecnologiche avanzate per la protezione dei lavoratori.
L’iniziativa rientra nel programma di una delle tre linee di intervento previste nell’Accordo attuativo tra l’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale, l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina e Inail Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione delle strutture centrali del Dit e del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Istituto, che dà seguito al protocollo sottoscritto con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Associazione dei porti italiani, il 12 aprile 2023.
Il progetto delle barriere invisibili segue l’iniziativa di formazione e addestramento, che si è svolta a inizio novembre, rivolta anche in questo caso ai lavoratori portuali che operano in ambienti confinati, contesti ad alto rischio che richiedono competenze tecniche specifiche e massima attenzione alla sicurezza. Un pacchetto di 12 ore di formazione e addestramento, di cui 8 di formazione teorica in aula e 4 di addestramento tecnico-pratico sul campo mediante utilizzo del simulatore di spazi confinati dell’Inail, uno strumento all’avanguardia – formativo e di ricerca applicata – per ricreare situazioni operative reali. Per queste attività è stato scelto il Punto Franco Nuovo, una realtà lavorativa complessa e strategica, dove la tutela della salute e sicurezza e il costante aggiornamento degli operatori sono priorità assolute.




