TRIESTE – Il porto come nodo avanzato di una rete che integra infrastrutture e processi operativi trainando le economie cittadine. È la prospettiva emersa nel corso della conferenza internazionale “Digitalising the Road Last Mile for Ports and Multimodal Freight Terminals”, ospitata a Trieste nell’ambito della Strategia EUSAIR e dedicata al ruolo della digitalizzazione nella gestione dell’ultimo miglio logistico.
Nel quadro di oltre 40 milioni di euro di finanziamenti europei attivati negli ultimi anni, affiancati dalle risorse del PNRR, il sistema portuale del Mare Adriatico orientale si colloca lungo una traiettoria di innovazione, che punta ad aumentare la competitività del sistema portuale attraverso la digitalizzazione dei processi logistici. L’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, ha evidenziato come il porto moderno si configuri come una piattaforma logistica complessa, capace di accompagnare l’evoluzione dell’intero sistema portuale. In questo contesto, la transizione digitale assume un ruolo fondamentale.
«Il tema della digitalizzazione dell’ultimo miglio stradale nei porti e nei terminal multimodali è particolarmente strategico anche per il Friuli Venezia Giulia – le sue parole – Per questo sono molto importanti i progetti sperimentali per la lettura delle targhe al casello del Lisert frutto di un accordo tra Autostrade Alto Adriatico e Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale». La sperimentazione di sistemi digitali avanzati, ha proseguito l’assessore, affiancati da modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale, apre inoltre nuove possibilità nella gestione dei flussi, favorendo una pianificazione più accurata e una capacità di risposta più tempestiva. In questa prospettiva, anche il sistema degli interporti assume un ruolo centrale, elemento di connessione tra infrastrutture marittime e la rete logistica terrestre.
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo, ha richiamato la nuova strategia europea che intende i porti e gli interporti come infrastrutture chiave, in grado di connettere le reti marittime a quelle stradali e ferroviarie. Una dimensione che si sviluppa in costante relazione con il sistema urbano, introducendo elementi di complessità che richiedono strumenti avanzati di pianificazione e gestione.
Il tema dell’integrazione emerge come asse portante dello sviluppo: le infrastrutture portuali sono chiamate a dialogare con le catene logistiche in modo continuo, garantendo collegamenti efficienti con la rete esterna e assicurando che i flussi di traffico si distribuiscano in modo coerente e sostenibile. In questo scenario, la componente ferroviaria rappresenta un punto di forza consolidato, mentre il trasporto su gomma continua a sostenere una quota rilevante dei traffici, rendendo essenziale una gestione coordinata e intelligente dei flussi.
«L’Europa sta dicendo con chiarezza che la competitività dei corridoi non si gioca più soltanto sulle grandi infrastrutture, ma sulla qualità operativa dei nodi. L’ultimo miglio è uno dei punti in cui si concentrano ritardi, congestione e inefficienze. – sono le parole di Consalvo – Per questo nei nostri porti di Trieste e Monfalcone stiamo lavorando su strumenti concreti di ottimizzazione della gestione dei flussi».
La gestione dei dati e l’utilizzo di strumenti di analisi operativa avanzata consentono di supportare processi decisionali più efficaci e di ottimizzare l’organizzazione delle attività portuali. In questa direzione si colloca anche lo sviluppo del Port Community System, attraverso cui l’Autorità portuale sta introducendo soluzioni integrate per la gestione degli accessi e delle operazioni.
L’integrazione tra fondi europei e risorse del PNRR rappresenta un elemento strategico per sostenere questo percorso, con obiettivi che spaziano dall’innovazione tecnologica alla sostenibilità ambientale. La transizione ecologica e il tema dell’energia si affermano infatti come fattori determinanti per lo sviluppo futuro del sistema portuale. Il confronto ha riunito istituzioni, amministrazioni, rappresentanti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Commissione europea, delle autorità portuali e del sistema logistico. Tra i contributi tecnici, l’esperienza del porto di Amburgo ha illustrato modelli avanzati di gestione del traffico basati su sistemi di slot in tempo reale e controllo intelligente dei flussi.




