TRIESTE – L’assemblea dei soci di SIOT (Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino) ha approvato il bilancio 2025: utile netto di 2,9 milioni di euro e risultati in forte crescita su tutti i principali indicatori economici e operativi.
In un contesto internazionale caratterizzato da persistenti tensioni geopolitiche, dal conflitto tra Russia e Ucraina – sottolinea SIOT – alle instabilità in Medio Oriente, la società che gestisce la tratta italiana dell’oleodotto transalpino ha registrato volumi trasportati pari a 41,6 milioni di tonnellate di petrolio greggio, in aumento del 3,9% rispetto al 2024.
La crescita si riflette anche sul fronte economico. I ricavi hanno raggiunto i 116 milioni di euro, con un incremento del 16,8%, mentre l’Ebitda si è attestato a 11,4 milioni di euro e l’Ebit a 5,5 milioni. In forte aumento anche gli investimenti infrastrutturali in Italia, passati da 45,8 milioni nel 2024 a 70,5 milioni di euro nel 2025.
Nel corso del 2025, il Terminale Marino di Trieste ha accolto 422 petroliere, con una stazza media salita da 94.569 a 98.463 tonnellate per nave. Da qui transita tutto il greggio che percorre i 753 chilometri dell’oleodotto fino alle raffinerie di Austria, Germania e Repubblica Ceca, direttamente o attraverso infrastrutture di trasporto collegate.
Secondo il presidente e amministratore delegato di SIOT e general manager del gruppo TAL, Alessandro Gorla, i risultati confermano il ruolo strategico dell’infrastruttura per la sicurezza energetica dell’Europa centrale. «Il 2025 ha dimostrato ancora una volta la centralità strategica dell’Oleodotto Transalpino per la sicurezza energetica dell’Europa centrale», ha dichiarato Gorla, sottolineando come il sistema abbia aumentato i volumi trasportati, accelerato il piano di investimenti e completato alcuni progetti chiave, tra cui TAL Plus.
L’intervento ha consentito di incrementare la capacità di pompaggio dell’oleodotto fino a 7.500 metri cubi all’ora, permettendo alla Repubblica Ceca di coprire integralmente il proprio fabbisogno petrolifero attraverso il sistema TAL e rafforzando il passaggio verso approvvigionamenti provenienti dalle rotte occidentali.
Complessivamente, considerando le attività di TAL nei tre Paesi attraversati dall’oleodotto, il gruppo ha registrato ricavi non consolidati per 208,3 milioni di euro e un utile netto di 7,9 milioni.
Una parte rilevante degli investimenti è stata destinata al potenziamento del terminale marino di Trieste, porta d’ingresso dell’intero sistema. Gli interventi hanno consentito di aumentare la capacità operativa dello scalo petrolifero, rendendo possibile l’ormeggio di petroliere di classe Suezmax anche al pontile 1.
SIOT continua a rappresentare il principale motore industriale del gruppo TAL. Con 138 dipendenti diretti e un indotto stimato in oltre mille lavoratori, la società italiana ha concentrato nel 2025 oltre l’87% degli investimenti complessivi del gruppo, pari a 70,5 milioni sugli 80,4 milioni investiti complessivamente tra Italia, Austria e Germania.
«È a Trieste che si concentra la quota preponderante delle ricadute occupazionali, dell’indotto e del valore generato dall’intera infrastruttura», ha evidenziato Gorla.
Le prospettive per il 2026 restano positive. Nei primi cinque mesi dell’anno i volumi sbarcati a Trieste hanno registrato un incremento superiore al 6% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante il permanere delle tensioni internazionali e le incertezze legate alla crisi nello Stretto di Hormuz.
Un dato che, secondo la società, conferma la solidità della domanda di greggio nei mercati serviti dal sistema TAL e la capacità dell’infrastruttura di continuare a svolgere un ruolo centrale nell’approvvigionamento energetico dell’Europa centrale.




