TRIESTE – Il primo trimestre del 2026 di Hamburger Hafen und Logistik AG è stato condizionato dal maltempo e dalle tensioni geopolitiche, con effetti sulle operazioni portuali e ferroviarie del gruppo tedesco.
Le forti condizioni invernali hanno limitato temporaneamente l’operatività dei terminal container di Amburgo, mentre nel trasporto ferroviario si sono registrati ritardi e cancellazioni dovuti a chiusure di linee e scambi congelati.
Nei primi tre mesi dell’anno la movimentazione container è scesa del 5,3%, passando da 1,544 milioni a 1,462 milioni di Teu. In calo anche il traffico intermodale, diminuito dell’1,5% a 489mila teu.
Nonostante questo, il gruppo ha chiuso il trimestre con ricavi in crescita del 3,5%, a 450,9 milioni di euro, mentre l’EBIT è sceso del 6,3% a 30,5 milioni di euro. L’utile netto si è ridotto drasticamente a 0,9 milioni di euro contro i 7,9 milioni dello stesso periodo del 2025.
Secondo HHLA, hanno inciso sia il duro inverno sia il riassetto delle alleanze marittime, che ha modificato alcuni flussi commerciali. In particolare, sono diminuiti i traffici con Nord America ed Estremo Oriente, soprattutto con la Cina.
Diversa invece la situazione dei terminal internazionali del gruppo, che hanno registrato una crescita del 21,5%, raggiungendo gli 88mila Teu. HHLA attribuisce questo risultato soprattutto all’aumento dei volumi di HHLA PLT Italy e del terminal di Odessa, in Ucraina.
Il Ceo Jeroen Eijsink ha riconosciuto la straordinarietà del periodo, sottolineando al contempo come il gruppo stia proseguendo con determinazione il percorso di modernizzazione e automazione dei propri terminal, con l’obiettivo di rafforzare l’efficienza operativa e consolidare il proprio ruolo di partner affidabile nelle catene di fornitura internazionali.
Le previsioni per l’intero esercizio 2026 restano confermate rispetto a quanto comunicato con il bilancio annuale pubblicato a fine marzo.
l.a.




