TRIESTE – La portarinfuse Golden Leo, battente bandiera della Guinea-Bissau e di proprietà della compagnia turca Ocean Grace Shipping, è stata colpita da tre missili da crociera russi Kh-59/Kh-69 mentre lasciava il porto di Odessa con un carico di cereali destinato all’esportazione. Secondo quanto riferito dalle autorità ucraine, il bilancio dell’attacco è salito a dieci morti, tutti membri dell’equipaggio, mentre altre otto persone sono state soccorse e ricoverate in ospedale a Odessa.

A bordo dell’unità si trovavano 16 marittimi siriani, un marittimo indiano e un pilota della Ukrainian Sea Ports Authority (USPA), impegnato nelle operazioni di uscita dal porto, che secondo le autorità ucraine è rimasto ucciso nell’attacco. Il ministro degli Esteri ad interim Andrii Sybiha ha confermato la presenza di cittadini siriani e indiani tra l’equipaggio e ha riferito che tra le vittime figura anche il comandante della nave, di nazionalità ucraina.

La Marina ucraina sostiene che la Golden Leo fosse una nave civile disarmata e non rappresentasse alcun obiettivo militare, definendo l’azione russa «un attacco deliberato contro la navigazione pacifica» e «una grave violazione del diritto internazionale umanitario». Secondo Kiev, il cargo era già in navigazione fuori dall’area operativa del porto quando è stato centrato dai missili.

L’attacco si inserisce in una nuova ondata di bombardamenti che ha interessato infrastrutture portuali e navi commerciali nei porti di Odessa e Pivdennyi. Mosca ha rivendicato raid contro depositi di carburante e altri obiettivi logistici, mentre Kiev denuncia un’escalation degli attacchi contro il traffico marittimo civile impegnato nell’esportazione dei prodotti agricoli ucraini attraverso il Mar Nero.