TRIESTE – Il porto di Rotterdam archivia il 2025 con 428,4 milioni di tonnellate, in calo dell’1,7%, ma con 14,2 milioni di Teu movimentati, in crescita del 3,1%. Nelle ultime settimane, però, l’attenzione degli operatori si è concentrata sugli effetti del maltempo e sui ritardi nelle connessioni terrestri.

I dati ufficiali, diffusi ieri dalla Port of Rotterdam Authority, indicano che il traffico complessivo è sceso da 435,8 a 428,4 milioni di tonnellate tra 2024 e 2025. La flessione riguarda soprattutto alcune rinfuse, mentre i container in Teu passano da 13,82 a 14,245 milioni. In tonnellate, invece, i container risultano leggermente in calo.

Sul fronte nautico, sempre secondo i dati ufficiali 2025 dell’Harbour Master, le toccate delle navi sono scese da 27.617 a 27.384, mentre i movimenti delle unità interne sono saliti da 91.356 a 93.680. Dal 1 aprile 2026, entreranno inoltre in vigore nuovi limiti di velocità nell’area dell’Erasmusbrug, nel tratto urbano della Nieuwe Maas. È una misura di sicurezza, ma potrà incidere sui tempi di transito lungo il corridoio fluviale cittadino.

Nel breve periodo, però, il fattore dominante è stato il meteo. A fine gennaio Maersk e Hapag-Lloyd hanno segnalato tempeste e nevicate in Europa occidentale, con navi costrette a rallentare o cercare riparo e terminal operativi a produttività ridotta. Anche Reuters ha riportato le dichiarazioni dei vettori sugli effetti delle perturbazioni sui flussi cargo.

Le conseguenze si sono riflesse anche su Rotterdam. Un aggiornamento operativo settimanale di Kuehne+Nagel ha indicato, a metà febbraio, un tempo medio di attesa nave di circa 1,28 giorni durante i sette giorni precedenti. Nello stesso bollettino si parlava di ritardi tra 12 e 48 ore sulle “second modality”, cioè sulle connessioni successive via chiatta, ferrovia o camion.
Un’analisi di settore ha invece riportato ritardi all’ormeggio tra tre e cinque giorni durante la fase più critica del maltempo. Altra variabile è la saturazione dei piazzali. Inizio febbraio alcune analisi operative segnalavano densità molto elevate a Maasvlakte II, con possibili restrizioni sui ritiri e sulle restituzioni di container vuoti. Anche in questo caso si tratta di informazioni di operatori logistici, non di comunicazioni ufficiali del porto, ma coerenti con un quadro di arrivi concentrati dopo ritardi meteo.

In sintesi, i numeri ufficiali 2025 descrivono un porto con volumi complessivi in lieve calo ma con una componente container in crescita. Nel breve termine, le tensioni operative osservate tra fine gennaio e metà febbraio sono legate soprattutto al maltempo e ai colli di bottiglia nelle connessioni terrestri. L’evoluzione delle attese nave e della densità di piazzale nelle prossime settimane dirà se si è trattato di un picco temporaneo o di un segnale più strutturale per il primo trimestre 2026.