TRIESTE – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi la maggior parte dei dazi imposti dall’amministrazione di Donald Trump, ritenendo che il presidente non avesse l’autorità costituzionale per introdurli senza il via libera del Congresso. La sentenza è arrivata con sei voti a favore e tre contrari.
La disputa riguardava tariffe molto ampie imposte su quasi tutti i partner commerciali degli Stati Uniti con l’uso di una legge sui poteri di emergenza economica (IEEPA), mai impiegata in questo modo prima d’ora.
Secondo la Corte, la Costituzione assegna al Congresso il potere di fissare dazi doganali; per questo le misure adottate unilateralmente dal presidente sono state annullate.
La sentenza ha ricadute sulla politica commerciale globale e sui flussi marittimi. L’eliminazione di ampie tariffe su importazioni di beni riduce incertezza sulle rotte commerciali e i costi di trasporto per operatori globali, almeno nel breve periodo, perché i noli marittimi e la domanda di movimentazione container potrebbero stabilizzarsi senza dazi aggiuntivi.
Il timore espresso da analisti è che la decisione possa comunque innescare nuove tensioni. L’amministrazione Usa potrebbe cercare basi legali alternative per imporre tariffe settoriali, mantenendo possibili ritorsioni da parte di partner commerciali e impatti sulle catene di approvvigionamento marittime a livello globale.
Mercati e operatori del trasporto internazionale guardano alla sentenza come a un evento “macro” che può influenzare i volumi di commercio marittimo. Secondo commenti di gestori di investimenti globali, la decisione della Corte può dare impulso alle attività di import export e ai flussi di container, riducendo la distanza tra domanda e offerta di servizi logistici via mare.
La Corte non ha definito in modo chiaro come gestire eventuali rimborsi delle tariffe già riscosse, un elemento che potrebbe protrarre incertezza legale e commerciale nei prossimi mesi.




