TRIESTE – È stato messo in acqua il primo elemento della barriera frangiflutti che proteggerà la nave rigassificatrice al largo di Ravenna.
Il varo si è svolto nella mattinata del 20 febbraio nell’area di cantiere in penisola Trattaroli al porto di Ravenna. Il cassone cellulare prefabbricato è stato costruito utilizzando il bacino galleggiante Kugira II. Una volta concluse le lavorazioni, il bacino è stato parzialmente immerso fino alla quota necessaria per consentire il galleggiamento del manufatto e la sua uscita in sicurezza.
Alle operazioni hanno partecipato tutti i servizi tecnico-nautici del porto, sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto di Ravenna. Dopo il varo, il cassone è stato preso in consegna da due rimorchiatori e ormeggiato alla banchina Trattaroli Est. Nei prossimi passaggi sarà trasferito al largo e posato sul fondale, dove verrà affondato e zavorrato.
La diga frangiflutti avrà una lunghezza complessiva di 880 metri e una larghezza di 22 metri. Sorgerà a oltre 8 chilometri dalla linea di costa e avrà la funzione di proteggere la nave rigassificatrice dalle mareggiate, garantendo continuità operativa all’impianto offshore.
L’investimento previsto è di circa 200 milioni di euro. I lavori sono affidati a un raggruppamento di imprese guidato da Rcm Costruzioni, già impegnata nella realizzazione del terminal Trattaroli nell’ambito del Ravenna Port Hub, con la partecipazione della spagnola Acciona come mandante.




