TRIESTE – L’Italia si conferma la prima destinazione crocieristica del Mediterraneo e guarda a ulteriori margini di crescita nei prossimi anni. Ma all’Annual Meeting di Assarmatori a Roma, il confronto si è però concentrato sulle sfide che attendono il trasporto marittimo europeo tra decarbonizzazione, competitività e crisi geopolitiche.
Il primato per le crociere è stato rilanciato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi: in un Paese caratterizzato da una forte componente insulare, ha sottolineato il Ministro, i collegamenti marittimi costituiscono un fattore essenziale di sviluppo e coesione territoriale, mentre i porti assumono un ruolo sempre più strategico come porte d’accesso del sistema turistico nazionale.
Nel videomessaggio inviato all’assemblea, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha evidenziato il lavoro di Bruxelles per individuare soluzioni strutturali a sostegno del trasporto marittimo a corto raggio e dei collegamenti con le regioni insulari. Fitto ha ricordato l’adozione della nuova strategia industriale marittima europea e della strategia portuale europea, affiancate da investimenti della politica di coesione pari a circa 2 miliardi di euro destinati ai porti marittimi e 19 miliardi per lo sviluppo delle isole europee nel periodo 2021-2027.
Molto più critico il tono dell’intervento del presidente di Assarmatori, Stefano Messina, che ha rivolto un duro attacco alle politiche europee sulla decarbonizzazione del trasporto marittimo. Secondo Messina, l’Unione europea starebbe perseguendo una strategia eccessivamente regolatoria, incapace di tenere conto del contesto geopolitico e della crescente competizione internazionale.
Il presidente dell’associazione armatoriale ha chiesto una revisione “coraggiosa” del sistema ETS (Emission Trading System, sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂), il mercato europeo delle emissioni che coinvolge anche il trasporto marittimo. In particolare, Assarmatori sollecita l’esclusione dei collegamenti con le isole, la tutela delle Autostrade del Mare e misure specifiche per il settore del transhipment container, considerati i comparti maggiormente esposti agli effetti della normativa.
Messina ha inoltre contestato il fatto che le risorse generate dall’ETS non vengano integralmente reinvestite nel settore marittimo per sostenere la transizione energetica, il rinnovo delle flotte e gli investimenti necessari alla decarbonizzazione. Secondo Assarmatori, i proventi della tassazione ambientale dovrebbero essere destinati prioritariamente al comparto che li genera, come previsto dalla stessa direttiva europea.
Tra i temi più innovativi affrontati nel corso dell’assemblea è emerso quello della propulsione nucleare navale. In una fase in cui il Parlamento italiano discute la legge delega sul nucleare, Messina ha indicato i reattori di quarta generazione e gli Small Modular Reactors (SMR) come una prospettiva concreta per ridurre drasticamente le emissioni del trasporto marittimo.
Secondo il presidente di Assarmatori, diversi progetti pilota internazionali stanno già dimostrando la fattibilità tecnica di queste soluzioni. Oltre ai benefici ambientali, il nucleare consentirebbe di superare uno dei principali ostacoli alla diffusione dei combustibili alternativi, eliminando la necessità di sviluppare complesse reti logistiche e infrastrutture dedicate per l’approvvigionamento di carburanti sostenibili nei porti di tutto il mondo.
Al centro del confronto anche il tema del lavoro marittimo. Messina ha chiesto il ripristino della decontribuzione per i marittimi impiegati nei collegamenti di corto raggio, sottolineando come il costo del lavoro rappresenti una delle principali voci di spesa per gli armatori e incida direttamente sulla competitività delle imprese italiane. La misura riguarderebbe soprattutto servizi essenziali per la continuità territoriale e per la mobilità delle comunità insulari.
Sul piano internazionale, il presidente di Assarmatori ha accolto con favore l’annuncio di un accordo tra Stati Uniti e Iran, ma ha invitato alla prudenza riguardo alla situazione nello Stretto di Hormuz. Secondo Messina, il traffico marittimo potrà tornare gradualmente alla normalità, ma saranno necessari diversi giorni per verificare la tenuta degli accordi e alcuni mesi per ristabilizzare completamente i flussi commerciali. Netta la contrarietà a qualsiasi ipotesi di pedaggio per l’attraversamento dello stretto, ritenuta incompatibile con il principio della libertà di navigazione.
L’assemblea di Assarmatori ha visto la partecipazione di oltre 700 rappresentanti del cluster marittimo e portuale, del mondo imprenditoriale e delle istituzioni. Tra gli intervenuti il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il capo di Stato Maggiore della Marina Militare Giuseppe Berutti Bergotto e il presidente di Assoporti, Roberto Petri. Tra i protagonisti della tavola rotonda dedicata al settore armatoriale anche Mariaceleste Lauro, Achille Onorato e Vincenzo Romeo.




