TRIESTE – Fermerci ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a diversi ministri, chiedendo interventi urgenti per il trasporto ferroviario merci, settore che secondo l’associazione sta attraversando una crisi ormai strutturale.
Nel Rapporto Annuale Fermerci 2026 si evidenzia che nel 2025 il traffico ferroviario merci in Italia è sceso a circa 49,4 milioni di treni-chilometro, con una flessione dell’8% rispetto alla media del triennio precedente. Tra le cause indicate ci sono il rallentamento industriale europeo, l’aumento dei costi energetici, le difficoltà ai valichi alpini e soprattutto l’impatto dei cantieri infrastrutturali legati al PNRR.
Il presidente di Fermerci, Clemente Carta, sottolinea che le imprese ferroviarie stanno sostenendo costi elevati tra riduzioni di capacità, deviazioni e cancellazioni delle tracce ferroviarie. «I treni merci si fermano non per protesta, ma per consentire la realizzazione delle opere strategiche previste dal PNRR», afferma Carta.
Nella lettera al Governo, Fermerci chiede misure compensative per le aziende penalizzate dai cantieri, il rafforzamento del Ferrobonus, il rifinanziamento delle misure “Loco e Carri” e il ripristino delle agevolazioni sulle accise per il carburante utilizzato nelle manovre ferroviarie.
Secondo l’associazione, senza interventi concreti il rischio è un trasferimento crescente delle merci dalla ferrovia alla strada, con effetti negativi su traffico, emissioni e obiettivi ambientali europei.




