TRIESTE – Prosegue la flessione del traffico container a Trieste Marine Terminal, società di gestione del Molo VII al porto di Trieste.

Nel mese di settembre 2025 i movimenti sono diminuiti del 48,6% rispetto allo stesso mese del 2024, un dato (33.790 Teu contro 65.738) che conferma la tendenza negativa evidenziata nei mesi precedenti. Su base annua, il calo complessivo dei volumi movimentati nei primi nove mesi dell’anno raggiunge il 26,4%.
La causa principale, come già noto, resta la rottura dell’alleanza 2M tra Msc e Maersk, che sta provando il terminal di un importante collegamento diretto con il Far Est. Collegamento che Msc aveva preannunciato di voler ripristinare “in solitaria” da questo autunno, ma che attualmente non pare così prossimo.

Nel frattempo prosegue la crescita agli scali di Capodistria e Fiume (dove sta per entrare a regime il nuovo terminal Maersk). Una concorrenza che, per il porto di Trieste nel suo complesso, potrebbe farsi ancora più pesante con l’attivazione di nuovi collegamenti ferroviari. Al momento, infatti, è ancora lo scalo internazionale del Friuli Venezia Giulia ad offrire un corposo network di servizi via treno per il centro ed Est Europa, non ancora disponibile nei due porti di Slovenia e Croazia.

Come se non bastasse, non aiuta la situazione relativa alla governance dell’Autorità di sistema portuale, senza un presidente da ormai 16 mesi. Anche se il nome di Marco Consalvo (attuale amministratore delegato di Trieste Airport) pareva aver messo d’accordo la politica, non è ancora arrivata alcuna proposta ufficiale da parte del ministero dei Trasporti, che nel frattempo ha confermato Donato Liguori come Commissario straordinario.