TRIESTE – DFDS ha chiuso il secondo trimestre 2025 con risultati contrastanti: i ricavi sono aumentati dell’8,25%, ma l’Ebitda (utile prima di interessi, tasse, deprezzamenti e ammortamenti) è calato del 28% su base annua.

«Come indicato all’inizio di quest’anno, il 2025 è un anno di transizione per DFDS, in cui poniamo le basi per migliorare la performance finanziaria a seguito degli eventi del 2024. La performance finanziaria della maggior parte della rete è stata in linea con le nostre aspettative per il trimestre» ha commentato il Ceo del Gruppo danese, Torben Carlsen.
Nei giorni scorsi DFDS aveva già rivisto al ribasso le stime per il 2025, citando il Mediterraneo tra le principali problematiche. Il riferimento era alla competizione tra il Gruppo danese e Grimaldi sulle rotte Ro-Ro con la Turchia. La compagnia danese considera il terminal triestino un asset strategico, ma deve fare i conti con la pressione sui margini e la riduzione dei noli dopo l’ingresso dei concorrenti.
Grimaldi ha rafforzato la propria presenza aggiungendo una terza nave sulla linea Trieste–Istanbul e intensificando la concorrenza diretta. Una scelta destinata a vivacizzare l’Autostrada del mare con la Turchia, ma anche a sollevare quesiti sui futuri assetti dei terminal Ro-Ro nello scalo internazionale del Friuli Venezia Giulia.

Durante la conference call di questa mattina, gli analisti hanno chiesto chiarimenti sulla strategia dei prezzi e sul loro impatto sui volumi. La società prevede una perdita limitata di volumi dovuta agli aumenti tariffari, puntando su trasparenza e segmentazione. Sono state inoltre poste domande sulla stabilizzazione della rotta Jersey e sulle nuove rotte mediterranee, che stanno rispettando le attese.