TRIESTE – Il gruppo yemenita degli Houthi ha annunciato la sospensione degli attacchi contro le navi in transito nel Mar Rosso e contro obiettivi legati a Israele, collegando la decisione alla tregua nel conflitto di Gaza. 

Secondo l’agenzia AP e ABC News, la comunicazione è arrivata con una lettera indirizzata alle Brigate al-Qassam, nella quale il comandante Yusuf Hassan al-Madani ha dichiarato che le operazioni riprenderanno solo se Israele tornerà ad attaccare la Striscia di Gaza. Non si tratta però di una cessazione definitiva. L’impegno degli Houthi resta condizionato e gli analisti marittimi invitano alla prudenza: la situazione nel Mar Rosso resta instabile, anche se la minaccia immediata agli scambi marittimi appare attenuata.

Gli attacchi degli ultimi dodici mesi avevano provocato forti perturbazioni nei flussi globali, spingendo molte compagnie a confermare la rotta di circumnavigazione dell’Africa. Il risultato è stato un aumento dei tempi di transito di 10-14 giorni e un rialzo dei noli fino al 40% nei collegamenti tra Asia ed Europa. Secondo Financial Times e World Bank, la deviazione delle rotte aveva ridotto di circa il 15-20% la capacità di trasporto nel corridoio tra Estremo Oriente e Mediterraneo, con effetti diretti anche sui porti europei collegati alla rotta di Suez.

Per i porti del Nord Adriatico (Trieste, Venezia, Capodistria e Fiume), lo stop alla crisi del Mar Rosso con la sospensione annunciata dagli Houthi, potrebbe favorire un graduale ritorno alla normalità dei traffici, con la ripresa dei servizi regolari via Suez e un alleggerimento dei costi assicurativi. Tuttavia, la natura condizionata della tregua lascia aperta la possibilità di nuove tensioni. Per gli operatori e i terminalisti dell’area adriatica, la fase attuale richiede prudenza e flessibilità: monitorare le scelte delle compagnie e l’evoluzione dei premi assicurativi sarà decisivo per adeguare la capacità operativa e sfruttare eventuali vantaggi competitivi derivanti dalla stabilizzazione della “vecchia” rotta.