TRIESTE – Il sistema di barriere mobili Mose è stato attivo per sette giorni consecutivi per tutelare Venezia dall’acqua alta, ma le alzate quotidiane generano parziali difficoltà operative nel porto, con impatti stimati dal settore in circa 300mila euro per ogni attivazione.

Un vero e proprio porto regolato, in attesa che arrivi la Legge nazionale. Nel corso della commissione consiliare Lavori pubblici del Comune di Venezia, presieduta dalla consigliera Deborah Onisto (Forza Italia), il presidente dell’Autorità per la laguna Roberto Rossetto ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto. L’ente non è ancora a piena operatività: la liquidazione del Consorzio Venezia Nuova è ancora in corso e il collaudo del Mose richiederà alcuni altri mesi. Sono inoltre previsti ancora cento milioni di euro di lavori per completare l’opera. Rossetto ha precisato che il fabbisogno annuale, tra manutenzioni e sollevamenti, si attesterà attorno a cento milioni di euro. Sul tavolo figurano la demolizione della piarda di Malamocco, il completamento della sofolta che proteggerà le spiagge e la lunata davanti al Lido, oltre alla manutenzione della laguna, che include bricole, rii e pulizie nei canali interni.

Sul tema dei lavoratori e della governance, i sindacati Cgil, Filctem, Fillea e Fiom hanno denunciato che «mancano una governance chiara, finanziamenti certi, valorizzazione delle competenze e responsabilità politiche», aggiungendo: «Chiediamo al Consiglio Comunale di impegnarsi unitariamente per chiedere al Governo di chiudere immediatamente questa lunga fase transitoria, dare certezze ai lavoratori e definire un piano di salvaguardia della laguna con adeguati finanziamenti».

Intanto, da quando è iniziata l’attività del Mose (era il luglio 2020), si è toccata quota 130 sollevamenti, ma non finirà qui. Stando alle previsioni fornite dal Centro maree del Comune di Venezia, il sistema di paratoie dovrà continuare a operare almeno fino al sei febbraio prossimo, visto che la quota di alzata prevista è di 110 centimetri e le valutazioni degli esperti ritengono che si andrà avanti oltre quella soglia con l’ultima massima, ad ora, prevista per l’1.10 di venerdì, con 120 centimetri (che, senza il sistema di protezione, porterebbe il 30% della città sott’acqua).

Difficile capire quanto costi ogni alzata, perché dipende da una serie di fattori, quello che è evidente è il danno al porto. Stando alle stime degli operatori del settore, ogni volta che le paratoie gialle salgono, si genera un ammanco, indiretto, per il sistema economico, di circa 300mila euro. Però, proprio il sistema di previsioni e di conoscenze permette al porto di limitare i danni, garantendo un’efficiente programmazione nell’accesso e nel deflusso delle navi al porto veneziano.