VENEZIA – «Accanto al valore economico e sociale lavoriamo anche sull’impatto ambientale, il rapporto con ambiente e persone è la sfida più difficile che il porto deve attraversare. Nel piano operativo triennale appena approvato ci sono interventi e investimenti per ridurre l’impatto, ripristinare l’ecosistema, ma anche efficientamento energetico e sostenibilità, a fianco della competitività».

Con queste parole il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico settentrionale, Matteo Gasparato, ha spiegato il piano “green” dei porti di Venezia e Chioggia, dove tra qualche mese aprirà la nuova sede dell’Authority.

Da Ca’ Corner, palazzo sede della Città metropolitana di Venezia, il presidente ha proseguito, durante la presentazione del 25 marzo, evidenziando il progetto di riqualificazione morfologica nell’area di Malamocco, con la realizzazione di 66 ettari di barene e 33,4 ettari di velme. L’intento è quello di ridurre i processi erosivi, limitare la perdita di sedimenti e favorire la naturale deposizione di materiali in sospensione: «Una configurazione che massimizzi l’aspetto ambientale, affinché il porto sia protagonista nella transizione ecologica».
Altra variabile sulla quale l’Autorità portuale sta concentrando il suo impegno, riguarda la gestione delle acque meteoriche attraverso l’individuazione di best practice, per utilizzare un diverso approccio: «Non più rifiuto da smaltire, ma risorsa da recuperare e riutilizzare, magari per la bagnatura delle merci, riducendo così il consumo idrico e l’utilizzo di nuove risorse liquide.

Sempre in ottica di ottimizzazione delle risorse, ma anche di “cautela” visto lo stato attuale instabile geopolitico, entro il 2026-27 sono previste l’elettrificazione delle banchine, con una riduzione fino al 70% delle emissioni di CO2 e del 90% delle emissioni di ossidi di azoto e particolato: «Consentiremo alle navi di collegarsi alla rete di terra, spegnendo così i motori ausiliari. Elimineremo quindi gli impatti sia ambientali che acustici. Interverremo a Fusina, Canale Nord, Riva dei Sette Martiri, Santa Marta-San Basilio, ma anche Chioggia, con punti di fornitura, per un totale di sei milioni di euro. Inoltre, implementeremo la rete con forme di energia come i pannelli fotovoltaici. Il porto non sarà solo un’infrastruttura economica, ma un sistema capace di generare valore».

t.b.