TRIESTE – La Guardia di finanza sta eseguendo il decreto di sequestro preventivo, disposto d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Trapani, per oltre 100 milioni di euro nei confronti della Liberty Lines.
Il tutto a valere sull’intero compendio aziendale e sulle quote sociali dell’azienda armatoriale, che opera principalmente nei trasporti veloci per passeggeri sulle rotte che collegano la Sicilia alle isole minori (Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria, Ustica).
Il sequestro è stato motivato in quanto profitto dei reati di truffa ai danni dello Stato, corruzione e frode nell’esecuzione di un servizio pubblico, ipotizzati nei confronti di soggetti riconducibili alla governance della società, alla sua compagine sociale e ai suoi manager e dirigenti.
Liberty Lines aveva gestito, negli anni scorsi e anche per due mesi del 2025, i collegamenti marittimi da Trieste all’Istria e fino all’isola di Lussino, dopo avere avuto l’assegnazione da parte della Regione Friuli Venezia Giulia. Il contratto triennale ha un valore complessivo di 4,5 milioni di euro e punta a garantire corse regolari, con partenze dal Molo IV di Trieste.
La società è ora accusata di aver accresciuto indebitamente i propri profitti, incassando ingenti contributi dalla Stato, nonostante il mancato rispetto delle condizioni di trasporto contemplate dal contratto pubblico stipulato, con particolare riferimento alle procedure e ai protocolli di sicurezza previsti dall nomativa.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trapani, hanno impegnato per lungo tempo i finanzieri nell’analisi di un’imponente mole di dati e informazioni nonché di documenti altamente tecnici quali capitolati d’appalto e bilanci.
“Con il sequestro, la Procura della Repubblica di Trapani, tenuto conto della complessità, della strategicità e della rilevanza pubblica delle attività aziendali, poste al servizio della collettività, ha nominato un collegio di amministratori giudiziari, composto da tre membri (due dottori commercialisti e un avvocato), al fine di ripristinare le condizioni di legalità e, in pari tempo, garantire e assicurare la continuità aziendale e del servizio pubblico di collegamento alle isole minori, contemperato dalle imprescindibili esigenze di sicurezza dei passeggeri, nonché la piena tutela dei livelli occupazionali” si legge in una nota della Guardia di Finanza.
Sull’inchiesta, che dovrebbe aver coinvolto citrca una cinquantina di persone, e sul sequestro, arriva una nota anche da parte dei legali di Liberty Lines. Gli avvocati che assistono la società sostengono che il decreto di sequestro ai danni dei loro assistiti è stato emesso, dalla procura di Trapani “in carenza sia di qualsivoglia ragione di urgenza sia degli ulteriori presupposti che avrebbero consentito l’adozione”.




