VENEZIA – Il presidente del porto di Venezia lancia il sasso nello stagno e, in ottica di collaborazione con gli interporti di Padova e Verona, immagina una Zls “estesa”.

«L’idea è quella di ampliare l’area per farla arrivare a Verona e Padova, sarebbe molto importante perché consentirebbe alle aziende che non sono direttamente coinvolte nell’attività portuale, per brevi tratti, di insediarsi dalle province circostanti e fare rete» spiega Matteo Gasparato, da poco alla guida dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale.

Un’ipotesi ancora distante dalla realizzazione, visto che, di fatto, non se ne è mai parlato. Però, proprio per questo, per valorizzare l’economia veneta, ecco che potrebbe spuntare la soluzione in grado di fare da volano a un sistema integrato. Resta il tema della burocrazia italiana, non certo “snella”: «È un ragionamento che riguarda la parte nazionale, si sa che i tempi legislativi sono complessi, io forse potrò incidere in qualche decreto legislativo, ma ci vorrà tempo» continua Gasparato. La chiave di lettura è l’esempio genovese, se per il nord ovest c’è spazio, perché non costruire un modello simile anche dall’altro lato del nord Italia: «Del resto, se la Zls di Genova arriva in Piemonte, penso che ci siano i margini per ragionarci».

A margine della presentazione dello studio sull’impatto dell’economia portuale realizzato dal Centro Studi Sintesi della Cgia di Mestre, presentato ieri a Ca’ Corner, Gasparato ha avuto anche modo di effettuare altre riflessioni sul momento storico attuale: «Ad oggi non stiamo risentendo di scossoni, ma è chiaro che arriveranno, anche sulla base della durata del conflitto». Il riferimento è al rincaro dell’energia, motivo che ha portato l’autorità portuale a premere sull’acceleratore per quanto riguarda il cold ironing e l’elettrificazione delle banchine. Sul tema, il presidente del porto di Venezia ha poi proseguito: «Ci aspettiamo che ci siano ripercussioni, probabilmente dovremo riorganizzare il lavoro con carichi e navigabilità su canali diversi. Ipotizziamo problemi con il rigassificatore (di Rovigo, ndr), motivi per cui c’è un confronto quotidiano con la Venezia port community». Proprio su quest’ultimo argomento, Gasparato è stato però cauto: «Ancora è prematuro, per ora sono ipotesi, discorsi, ma ci attendiamo una ricaduta. Più il conflitto durerà, più sarà probabile che le rinfuse liquide e i carburanti subiranno qualche contrattempo».

Quello che invece potrebbe essere un tema positivo per la portualità veneziana è la crocieristica. Dopo l’azzeramento del Clini-Passera, ecco che l’instabilità mondiale venutasi a creare negli ultimi periodi potrebbe favorire i transiti da e per Venezia, recuperando magari quella fetta di persone che avrebbe voluto viaggiare verso il Medio Oriente, ma che, per motivi scontati, preferirà optare per altre scelte, come, appunto, la nave. Da ultimo, Gasparato ha rassicurato anche che, per quanto riguarda i lavori in corso d’opera: «La commissione Via non è in ritardo (il riferimento è all’escavo del canale Vittorio Emanuele, al Malamocco Marghera ecc.), ci attendiamo che possa arrivare una risposta entro fine maggio».