TRIESTE – La visita del ministro degli Esteri Antonio Tajani in India riporta al centro l’importanza di Imec, il corridoio economico e logistico sul quale il Governo vuole accelerare.
In un intervento pubblicato sul Sole 24 Ore, Tajani ha spiegato come l’obiettivo sia creare un asse stabile tra l’Europa e l’India, utilizzando Trieste e l’Adriatico come punto di accesso naturale per i flussi commerciali. Il collegamento includerebbe i Balcani, i Paesi del Nord Africa e, sul versante orientale, l’area del Golfo.
Per Tajani, l’India è un partner sempre più strategico. Un Paese da 1,4 miliardi di abitanti, con un’economia che cresce del 7% annuo e destinata a diventare la terza mondiale. Un mercato giovane, ricco di start-up e in forte sviluppo tecnologico. Il ministro ha definito la missione particolarmente delicata anche per il contesto internazionale, richiamando il recente incontro tra Modi e Putin e la necessità di favorire percorsi diplomatici per una pace duratura, dall’Ucraina al Medio Oriente.
Il corridoio Imec rientra in questa visione di lungo periodo. L’Italia punta a collegare Mediterraneo e Indo-Pacifico con procedure doganali digitali semplificate e nuove infrastrutture, come il cavo sottomarino Blue & Raman che unirà Genova a Mumbai. Trieste è citata come nodo chiave per far arrivare merci e dati in Europa, grazie alla rete ferroviaria verso il Centro e Nordest del continente.
Nel corso della missione il ministro ha ricordato che oltre 700 aziende italiane operano già in India, e che l’accordo di libero scambio Ue-India potrebbe dare un’ulteriore spinta agli scambi. Il Governo italiano ha messo in campo strumenti dedicati, tra cui una linea di credito da 500 milioni per l’internazionalizzazione e garanzie per gli acquirenti indiani di prodotti italiani. L’obiettivo è portare il volume degli scambi da 14 a 20 miliardi e incrementare gli investimenti nei settori energia, infrastrutture, mobilità, manifattura avanzata e tecnologie.
Tajani ha infine annunciato la creazione di un Innovation Centre in India, per avvicinare start-up e imprese tecnologiche dei due Paesi, e ha ricordato l’inaugurazione a Delhi della mostra “Shared Stories”, che mette in luce come gli scambi culturali lungo l’antica rotta tra Mediterraneo e India fossero già attivi ai tempi di Augusto. Anche allora, ha sottolineato, esisteva una forma primitiva di Imec: oggi l’Italia punta a farne uno dei corridoi più strategici per il commercio globale.




