TRIESTE – Ad un mese dalla scadenza del commissariamento, si ribaltano ancora gli ipotetici scenari per la nomina del presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale (porti di Trieste e Monfalcone).
Sentito da Adriaports, così come gli altri ipotetici candidati, Alberto Rossi, avvocato genovese e Segretario generale di Assarmatori, ha spiegato brevemente di non essere della partita. «Io non sono disponibile per la presidenza del porto di Trieste. Conosco bene la città, ci ho lavorato, ma non sono della partita».
Rossi, che annovera MSC tra i suoi clienti, era stato dato per papabile anche all’Authority di Gioa Tauro, ma soprattutto per quella di Venezia. Con l’arrivo di Gasparato come Commissario in Laguna, anche quest’ultima possibilità è decaduta.

La questione “politica”, invece, tiene banco sulle altre ipotesi di candidatura, due delle quali emerse dalla stampa locale (il Piccolo di Trieste): Vittorio Torbianelli (ex Commissario ed ex Segretario generale dell’Authority nell’epoca D’Agostino), e Sandra Primicieri, dipendente dell’Autorità portuale e attuale vicepresidente di Coselag (il consorzio che a Trieste si occupa della gestione delle aree industriali).
Entrambi riconducibili al centrosinistra, non hanno voluto commentare la situazione relativa ad una possibile candidatura, anche se Torbianelli ha parlato di «spirito di servizio» per quanto riguarda un’eventuale “chiamata” e di non essere aggiornato sui movimenti in corso.

Diverso il caso di Massimo Campailla, che già aveva presentato la propria candidatura al ministero dei Trasporti.
«Confermo che sono disponibile. Ho ricevuto recentemente un nuovo convinto sostegno da una parte rilevante di operatori e stakeholder e credo che, arrivato quasi alla soglia dei 60 anni, possa essere giunto il momento dell’impegno civico. Sono disponibile a mettere a disposizione del porto e della collettività cittadina l’esperienza maturata in 30 anni di impegno quotidiano nel settore dei trasporti, della logistica e della portualità» ha voluto spiegare Campailla.
E per quanto riguarda il sostegno politico?
«Non ho e non ho mai avuto specifiche appartenenze politiche, anche se posso sicuramente essere definito come un tecnico riconducibile all’area del centrodestra».

In effetti Campailla (avvocato marittimista e socio senior dello Studio Zunarelli, nonché professore di Diritto della navigazione e dei trasporti all’Università di Trieste), ha di recente ricevuto il sostegno del territorio anche attraverso un chiaro comunicato stampa di Confetra, associazione che riunisce gli operatori portuali.
“Avendo appreso che Gurrieri ha ritirato la sua candidatura, riteniamo che si debba verificare nuovamente anche la disponibilità espressa da Massimo Campailla, persona di comprovata competenza ed autorevolezza. Campailla aveva presentato nei mesi scorsi una candidatura che ci appare solida e coerente con le esigenze del sistema portuale. Speriamo che le istituzioni ed i rappresentanti politici facciano propria questa proposta, garantendone il necessario pieno supporto” si legge in una nota per i media.

Campailla, quindi, potrebbe essere il nome attorno al quale si stanno raccogliendo le indicazioni del centrodestra. Fatto salvo che sul suo nome dovrà esprimersi anche il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, qualora il nome venisse proposto dal Ministro del Trasporti, Matteo Salvini, così come prevede la procedura di nomina.