TRIESTE – L’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale ha approvato il primo Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS), lo strumento previsto dalla riforma della legge portuale che definisce la visione di sviluppo dei porti di Venezia e Chioggia per i prossimi vent’anni e rappresenta il passaggio preliminare alla redazione dei futuri Piani regolatori portuali.
L’adozione del DPSS da parte del Comitato di Gestione segna un passaggio particolarmente significativo perché si tratta del primo documento di questo tipo elaborato dall’Autorità portuale dall’introduzione della normativa. Il testo dovrà ora completare l’iter previsto con l’acquisizione dei pareri dei Comuni interessati, l’intesa con la Regione Veneto e infine l’approvazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il documento rappresenta la cornice strategica entro cui verranno successivamente sviluppati i singoli Piani regolatori portuali degli scali del sistema: quello di Venezia è vecchio di quasi 120 anni, quello di Chioggia risale al 19881, Porto Marghera al 1965. L’obiettivo è superare una pianificazione frammentata e costruire una visione unitaria per Venezia, Chioggia e le altre aree portuali interessate, affrontando temi quali sostenibilità ambientale, transizione energetica, digitalizzazione e sviluppo logistico.
La strategia, denominata “I porti del Veneto: adattamento e innovazione”, individua nel carattere multifunzionale e multimodale del sistema portuale veneto uno degli elementi distintivi. Per Venezia viene confermato il ruolo di Marghera come polo commerciale, logistico e industriale, mentre il centro storico mantiene la propria vocazione legata alle piccole crociere e alla nautica da diporto. A Chioggia, invece, viene rafforzata la specializzazione tra Isola dei Saloni, destinata prevalentemente alle attività passeggeri e turistiche, e Val da Rio, dedicata alle funzioni commerciali e alla pesca.
Tra gli elementi più rilevanti del DPSS figura l’estensione della visione strategica anche a Porto Levante e Porto Pila. In particolare Porto Levante, dove è presente il terminale di rigassificazione offshore, viene inserito nel sistema di pianificazione portuale con una valorizzazione delle sue funzioni energetiche. Porto Pila viene invece considerato per le attività commerciali, diportistiche e legate alla pesca.
Nel breve periodo il piano punta sul miglioramento dell’accessibilità nautica ai porti di Venezia e Chioggia, sul rafforzamento dei collegamenti ferroviari e stradali di ultimo miglio, sulla valorizzazione delle aree retroportuali e sul completamento del nuovo assetto crocieristico veneziano.
Nel medio termine viene attribuito un ruolo centrale allo sviluppo dell’area Montesyndial, circa 90 ettari destinati a diventare una piattaforma logistica intermodale, e alla riconversione energetica delle infrastrutture industriali e portuali, con particolare attenzione all’idrogeno e ai nuovi vettori energetici. Guardando più avanti, il DPSS affronta anche il tema delle limitazioni imposte dall’accessibilità lagunare e dal sistema MOSE. Per mantenere la competitività internazionale del sistema portuale, il documento individua la necessità di sviluppare nuovi terminal offshore lungo la costa veneta, capaci di accogliere navi container e da crociera di grandi dimensioni.
Secondo il presidente dell’Autorità portuale, Matteo Gasparato, il documento fornisce una visione orientata a trasformare i porti di Venezia e Chioggia in hub logistici, industriali ed energetici innovativi, sostenibili e digitali, rafforzando al tempo stesso la resilienza del sistema rispetto ai cambiamenti climatici e agli scenari geopolitici. Il prossimo passaggio sarà la convocazione della Conferenza dei Servizi con i Comuni coinvolti, tra cui Venezia, Chioggia, Mira, Cavallino Treporti, Porto Viro, Rosolina e Porto Tolle.




