TRIESTE – Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio torna a pronunciarsi sull’adeguamento Istat dei canoni demaniali, dando nuovamente ragione ad Assomarinas. Con una nuova sentenza, il Tar ha accolto il ricorso promosso dall’associazione dei porti turistici, annullando i decreti ministeriali relativi agli adeguamenti per gli anni 2023, 2024 e 2025.
La decisione rappresenta il secondo successo ottenuto da Assomarinas davanti ai giudici amministrativi sulla stessa vicenda e si inserisce nel solco della pronuncia pubblicata all’inizio del 2025. Come riportato da AdriaPorts il 3 gennaio scorso, il Tar aveva già annullato l’aumento del 25,15% dei canoni demaniali deciso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2022, ritenendo illegittimo l’utilizzo di un indice statistico diverso da quello previsto dalla normativa. In quella occasione il provvedimento era stato impugnato, tra gli altri, da Assiterminal e da Assomarinas.
La nuova sentenza conferma quell’impostazione, stabilendo che il diverso indice Istat non poteva essere applicato retroattivamente ai canoni degli anni 2023, 2024 e 2025. Secondo il Tar, il nuovo criterio di calcolo potrà essere utilizzato soltanto a partire dal 2026. L’effetto della decisione è l’annullamento dei decreti ministeriali riferiti alle tre annualità e dell’aumento applicato nel 2023. I concessionari che hanno già corrisposto gli importi maggiorati avranno quindi diritto alla restituzione delle somme versate in eccesso o al relativo conguaglio.
«Questa sentenza – dichiara il presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio – rappresenta un risultato di straordinaria importanza non soltanto per i nostri associati, ma per tutti i concessionari demaniali italiani. Il principio affermato dal TAR restituisce certezza giuridica e pone fine a un’applicazione retroattiva ritenuta illegittima. Il Ministero non potrà che adeguarsi alla decisione del giudice amministrativo e prenderne atto.»
La pronuncia interessa l’intero comparto delle concessioni demaniali marittime, compresi i porti turistici e le attività portuali interessate dai canoni determinati sulla base dei decreti ora annullati. Resta ora da definire, da parte del Ministero e delle Autorità di sistema portuale, le modalità di applicazione della sentenza e dei conseguenti rimborsi o conguagli a favore dei concessionari.




