TRIESTE – Nei primi cinque mesi del 2026 il porto di Ravenna ha movimentato 11,72 milioni di tonnellate di merci, con una crescita del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il trend positivo si è rafforzato ulteriormente nel mese di giugno, che ha registrato un incremento del 10,6%.
Tra gennaio e maggio le merci movimentate sono aumentate di circa 590 mila tonnellate, mentre le toccate nave sono diminuite del 2,4%, un dato che evidenzia una maggiore efficienza operativa grazie all’impiego di unità di maggiore capacità.

A trainare la crescita è stato soprattutto il comparto energetico. I prodotti petroliferi sono saliti del 43,4%, passando da 1,25 a 1,79 milioni di tonnellate, con oltre 543 mila tonnellate aggiuntive che rappresentano la quota prevalente dell’incremento complessivo registrato dal porto.
Resta solida anche la vocazione industriale dello scalo. Le rinfuse solide hanno superato 4,9 milioni di tonnellate (+1,5%), mentre i prodotti metallurgici hanno raggiunto 2,5 milioni di tonnellate (+0,4%). In crescita del 5,2% anche i coils, traffico strategico per la filiera siderurgica ravennate. Le materie prime destinate al distretto ceramico emiliano-romagnolo si sono mantenute sostanzialmente stabili a circa 1,69 milioni di tonnellate.

Più contenuto l’andamento del traffico container. I Teu sono passati da 92.941 a 94.905 (+2,1%), mentre le merci containerizzate sono aumentate dell’1,7%, confermando la specializzazione del porto nelle rinfuse e nelle merci industriali.
Continua invece il buon andamento del traffico Ro-Ro, con le merci su trailer in aumento del 5,4% e i trailer del 3,3%. Molto significativo il risultato del comparto automotive, con i veicoli movimentati saliti da 4.610 a 13.244 unità (+187%), grazie allo sviluppo di nuove linee dedicate.
Molto positivo anche il traffico passeggeri. Le crociere hanno portato i passeggeri da circa 31 mila a quasi 56 mila (+81%), sostenute soprattutto dalla crescita dell’attività di homeport, che rafforza le  ricadute economiche sul territorio.Tra i comparti in flessione figurano i prodotti chimici liquidi (-24,1%), le derrate alimentari liquide (-13,3%), gli oli vegetali (-15,5%) e i semi oleosi (-11,5%).