TRIESTE – Fincantieri investe ancora nella subacquea con un piano di quattro acquisizioni dal valore iniziale di circa 600 milioni di euro. Obiettivo creare un campione internazionale dell’underwater integrando droni marini, telecomunicazioni subacquee, geoscienze e servizi offshore.

L’operazione riguarda Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm e consentirà al gruppo di anticipare di quattro anni gli obiettivi di crescita fissati dal Piano industriale 2026-2030.
Il piano sarà finanziato principalmente con i 500 milioni di euro raccolti attraverso l’aumento di capitale concluso a febbraio 2026, integrati da ulteriori risorse del gruppo, senza effetti sulla guidance della posizione finanziaria netta rispetto all’Ebitda per il 2026 e con un miglioramento degli obiettivi previsti per il 2028 e il 2030. L’esborso iniziale previsto è di circa 600 milioni di euro.

Con questa operazione Fincantieri riunisce sotto un unico polo otto società specializzate nella subacquea – includendo anche WASS, Remazel, IDS e il business dei sottomarini – creando un operatore verticalmente integrato capace di coprire l’intera catena del valore, dall’hardware al software, dalle comunicazioni ai droni, fino ai servizi offshore e alla protezione delle infrastrutture critiche. Il nuovo polo impiegherà circa 1.500 addetti altamente qualificati con sedi in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti.

Sul piano economico il segmento underwater raggiungerà già nel 2026, su base pro forma, ricavi per 1,1 miliardi di euro e un Ebitda di 220 milioni, centrando con quattro anni di anticipo i target previsti al 2030. Le acquisizioni apporteranno inoltre oltre 60 milioni di euro di utile aggiuntivo già nel 2026. A livello di gruppo l’Ebitda crescerà del 13% e l’utile netto del 40% rispetto agli obiettivi del piano industriale, mentre l’utile per azione aumenterà del 30% al 2028 e del 20% al 2030.
Le prospettive di crescita restano rilevanti anche negli anni successivi. I ricavi del comparto underwater sono attesi a 1,4 miliardi nel 2028 e a 1,8 miliardi nel 2030, con un margine Ebitda destinato a salire dal 19,2% del 2026 al 23% nel 2030. Il contributo delle acquisizioni all’utile netto del gruppo raggiungerà circa 130 milioni di euro nel 2030.

«L’operazione odierna rappresenta una trasformazione industriale storica per Fincantieri, che crea un campione internazionale dell’Underwater grazie alla completa integrazione lungo la catena del valore di tecnologie, competenze e capacità operative», afferma l’amministratore delegato e Direttore generale Pierroberto Folgiero. «Queste acquisizioni ci consentono di accelerare nell’attuazione del Piano industriale, rafforzando in modo significativo la redditività e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual use è destinata a diventare sempre più rilevante. Abbiamo inoltre scelto di valorizzare la continuità industriale delle società acquisite, mantenendo i management team esistenti, perché riteniamo che competenze ed execution siano un elemento essenziale della crescita del Gruppo».

L’acquisizione di maggiore valore è quella di Next Geosolutions, società quotata su Euronext Growth Milan e attiva nelle survey marine e nelle geoscienze offshore. Fincantieri acquisterà il 52,6% del capitale sulla base di una valutazione complessiva della società di 780 milioni di euro, per poi promuovere un’offerta pubblica di acquisto sul restante capitale. Next Geosolutions nel 2025 ha registrato ricavi per circa 300 milioni di euro e diventerà il fulcro dell’offerta di servizi offshore del gruppo, dalla fase di survey fino all’ispezione, manutenzione e riparazione delle infrastrutture sottomarine.

Le altre operazioni riguardano WSense, specializzata nelle comunicazioni subacquee e nell’Internet of Underwater Things, Graal Tech, sviluppatrice di droni subacquei autonomi, e Defcomm, attiva nei droni di superficie a guida autonoma. Tutte le società manterranno i fondatori e i manager chiave nel capitale e nella gestione per garantire continuità industriale e accelerare lo sviluppo delle sinergie tecnologiche e commerciali.
Secondo Fincantieri il mercato underwater, trainato dalla difesa, dalla protezione delle infrastrutture critiche e dai servizi offshore, raggiungerà un valore cumulato di circa 155 miliardi di euro nel periodo 2026-2030. In particolare il segmento della subacquea non convenzionale è previsto crescere con un tasso medio annuo del 30%, offrendo al gruppo un’opportunità di espansione in un settore caratterizzato da forte innovazione tecnologica e crescente domanda civile e militare.